Dal governo Renzi solo tasse e balzelli – di Leonardo Cecca

Giorni or sono, non so con quale spudoratezza, il governo aveva annunciato che la pressione fiscale, pur se di poco, era diminuita. C’è veramente da chiedersi se il malcostume di prendere per il fondoschiena i contribuenti debba scendere tanto in basso. Gli ultimi governi hanno propagandato la diminuzione di tasse che vanno al governo, ma hanno sottaciuto quelle che i comuni hanno dovuto aumentare in quanto non più "foraggiati" dall’alto: ci sono stati numerosi cambi di sigle, ma, come dice Totò, "E’ la somma fa il totale", ed alla fine si è scoperto che si paga di più. Sono in arrivo anche aumenti inerenti i carburanti, le sigarette, le apparecchiature elettroniche.

Se nel 2013 la spesa media mensile delle famiglie è scesa del 2,5% rispetto all’anno precedente, nell’anno in corso con la crescita delle tasse gli italiani saranno costretti a fare ulteriori sacrifici. Stupisce, ma non più di tanto, l’ottimismo che Napolitano esterna nei suoi sermoni, forse per mascherare i danni che hanno prodotto i suoi 3 governi dopo che Berlusconi, pur non essendo stato sfiduciato, ha preferito abbandonare, in quanto aveva fiutato aria di ribaltone. In tal caso forse la forma più signorile è quella di scusarsi.

Quello che indigna però oltre ogni limite è che si è scoperto che c’è un’imposta che riguarda anche i volontari del soccorso alpino. In pratica coloro che svolgono gratuitamente delle attività al servizio dello Stato, per chiedere il rimborso della giornata lavorativa al proprio datore di lavoro, quando vengono chiamati in caso di necessità, dovranno apporre alla domanda due marche da bollo da 16 € cadauna. Se questo non è un furto, cos’è?

A questo punto viene da chiedersi se chi ha firmato il D.L. quando era eurodeputato doveva fare domanda con tanto di marche da bollo per ricevere i rimborsi aerei a volte superiori di circa 10 volte l’effettiva spesa.

Vabbé, dire che c’è proprio da vergognarsi delle nostre istituzioni, attente soltanto a mettere le mani anche nell’impensabile per mantenere i propri benefici, è il minimo che si possa fare.