Crisi, sempre meno vacanze fuori casa per gli italiani – di Roberto Zanni

Dall’Italia arrivano le notizie più disparate. Così secondo un sondaggio Confesercenti-Swg durante quest’estate partiranno per le vacanze 25,7 milioni di italiani: 9.766.000 (il 38%) sceglierà luglio mentre ad agosto le località di villeggiatura ospiteranno 13.364.000 vacanzieri (il 52%). Solo il 36% invece ha scelto maggio, giugno o settembre e per la metà degli italiani (12.850.000) che potranno permettersi quest’anno le vacanze, la meta preferita resta il mare, seguita al secondo posto solo da un 14% (ma in crescita rispetto all’11% del 2012) di coloro che preferiranno trascorrere i giorni di riposo viaggiando tra storia e cultura delle città d’arte. Terzo posto occupato dal 12% di vacanzieri che opterà soprattutto la tranquillità e le passeggiate delle mete montane, ma quest’estate saranno meno di 32 milioni gli italiani adulti che si concedono almeno un giorno di vacanza fuori casa, ma si taglia sulla durata della vacanza stessa e sulla distanza delle mete; ecco allora che il 32% sceglie località più vicine, il 25% ha deciso di accorciare la durata del soggiorno ed il 18% parte in bassa stagione, mentre solo il 34% non intende modificare le proprie abitudini.

Per la Codacons invece a giugno i prezzi dei traghetti sono aumentati del 13,1% sul mese precedente, mentre i biglietti aerei hanno subito rincari del 16,1% rispetto allo scorso anno. Non va meglio sul fronte dei pacchetti vacanza, dove gli aumenti sono del +12,8% sul mese precedente, e +4% rispetto al 2012: "Così che – dice il presidente Carlo Rienzi – il 55% degli italiani, 33 milioni non potrà andare in vacanza perché non ha le disponibilità o preferisce risparmiare". C’è poi la Coldiretti che mette il rilievo il ritorno in auge del ‘pranzo al sacco’ per il 32% degli italiani, una strada alternativa per risparmiare. E per chiudere niente ‘bollino nero sulle strade’ a confermare un trend di crisi che colpisce un po’ tutti.

Clima davvero nero per i vacanzieri, o ex tali e a suggellare questo bollettino davvero triste, ci ha pensato anche l’International Trade Administration, l’agenzia che fa parte dell’US Deaprtament of Commerce e che si occupa di tutto ciò che fa turismo e che ha appena reso noti i dati ufficiali per ciò che concerne gli arrivi negli Stati Uniti nel 2012. Un risultato record per gli americani che si sono visti ‘invadere’ da 67 milioni di stranieri, strapazzando il primato precedente che risaliva al 2011 e che si era attestato sui 62,7 milioni. Numeri esaltanti arrivati nonostante la crisi europea, all’interno della quale la maglia nera è andata alla Spagna che ha fatto registrare un -13%, seguita, subito dopo dall’Italia con un -7%. Al mondo tra i primi 50 mercati turistici Spagna e Italia hanno fatto registrare le due diminuzioni più eclatanti, in senso assoluto. La debacle italiana ha fatto sì che gli arrivi sul suolo americano siano passati da 891.571 del 2011 a 831.343 dell’anno successivo.

La crisi che sta attraversando l’Italia, si è fatta sentire in maniera notevole sulle vacanze negli Stati Uniti che negli ultimi anni avevano visto una crescita costante. Nei 12 mesi dell’anno scorso, solo febbraio e aprile hanno chiuso con un segno positivo rispetto al 2011, tutti gli altri hanno visto rosso, con un calo altamente significativo nei due mesi che rappresentano (o rappresentavano) il massimo per il popolo dei vacanzieri: agosto e dicembre che, rispettivamente, hanno visto un -13,1% e -10,5, tra l’altro gli unici due mesi con un segno meno in doppia cifra. C’è poi un altro dato che rivela, in modo ancora più profondo la situazione economica davvero complicata che sta vivendo l’Italia: se si vanno a esaminare i dati che riguardano esclusivamente le vacanze, il viaggio di piacere, gli arrivi negli States scendono ancora al -8%, percentuale che poi, complessivamente è arrivata al -7% solo perchè il mondo del business ha incrementato i suoi sbarchi negli USA dell’1%. Ma secondo quanto rivelato dagli studi americani, non si è ancora arrivati a toccare il fondo: infatti gli arrivi degli italiani negli Stati Uniti sono destinati a calare di un altro 4% quest’anno, seguito da un -2% nel 2014. Soltanto nel 2015 si prevede una inversione della tendenza con un +1%, ben poco comunque perchè solo per tornare al livello del 2012 si dovrà attendere il 2017.