COVID | Di Cola (FP Cgil): “Il Green pass sta diventando uno strumento politico”

“Per il sindacato bisogna tutelare tutti i lavoratori, pubblici e privati. Noi diciamo con chiarezza: bisogna vaccinarsi, è l’unico modo per superare la pandemia e ripartire”

Natale Di Cola, segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sul green pass per i dipendenti pubblici ha detto: “L’anno scorso a novembre lo Stato ha reso obbligatorio il vaccino per tutti gli operatori sanitari e il sindacato ha sostenuto questa norma perché nei mesi precedenti avevamo pianto medici e infermieri morti a causa del covid e della mancanza di protezione. Per noi il vaccino è l’unico strumento che abbiamo per proteggerci nel contesto di una pandemia con cui dovremo continuare a convivere. Ho l’impressione che il Green pass stia diventando uno strumento politico. Per il sindacato bisogna tutelare tutti i lavoratori, pubblici e privati. Noi diciamo con chiarezza: bisogna vaccinarsi, è l’unico modo per superare la pandemia e ripartire”.

Sullo smart working. “Noi chiediamo che l’innovazione tecnologica, la modernità, entri nel mondo del lavoro italiano. Questo non è avvenuto perché noi non abbiamo fatto uno smart working, ma semplicemente un lavoro da casa. Lo smart working va valutato caso per caso, fare la trattativa con il sindacato e trovare tutte le soluzioni che contemperino le esigenze dei cittadini che hanno bisogno di un servizio efficiente e dei lavoratori”.

Sul reddito di cittadinanza. “E’ una misura di civiltà e di dignità, che assiste le popolazioni più fragili. Chi prende il reddito di cittadinanza nella maggior parte dei casi è un soggetto molto svantaggiato dal punto di vista sociale. Altra cosa è fare in modo che i centri per l’impiego funzionino e che vengano fatti contratti stabili e con salari dignitosi. Il governo e le istituzioni devono impegnarsi per costruire e creare lavoro, questo non si fa con il reddito di cittadinanza. Ma chi pensa di eliminare il reddito di cittadinanza come misura di sostegno per i più fragili commette un grave errore”.