Nel pozzo senza fondo dello sperpero che avviene nella nostra martoriata Italia spesso ci si dimentica quanto viene speso per le residenze dei grandi, ad iniziare dal Presidente della Repubblica, per passare a quella dei Presidenti di Camera e Senato, dei vice, dei vari Direttori…
Ebbene, quando i "prediletti" dovessero decidere di non dimorare nei "monolocali" messi loro a disposizione, lo stato si accolla in toto, come è successo recentemente per i due Presidenti delle Camere, l’onere di rendere le private abitazioni sicure sotto ogni aspetto: serramenti blindati ed allarmi sofisticati. Ovviamente il tutto resterà di proprietà del fortunato di turno, che non ha speso neanche un centesimo. Per fortuna gli italiani hanno avuto il presidente Ciampi e Napolitano che per non far spendere denaro all’erario e /o per essere vicini al posto di lavoro hanno accettato di vivere presso il "monolocale" del Quirinale.
Oltre a queste spese dobbiamo mettere in conto anche le scorte che interessano anche molti segretari di partito, parlamentari e "potenti" a livello periferico. Vediamo che le scorte, è documentato dalla storia come dimostrano gli attentati al Papa, ai Presidenti americani, a magistrati, per finire a Berlusconi, servono per dare un alone di onnipotenza al "nulla" di turno in quanto possono tutt’al più evitare una pernacchia, tanto le botte se le prendono nelle aule parlamentari. A questo proposito mi piacerebbe conoscere i criteri per l’assegnazione della protezione, se è compreso anche il pericolo di morte, visto che il capitano Ultimo ha visto annullata la scorta.
Se si togliessero queste insulse quanto inopportune spese presso le residenze private e se il personale fosse adibito alle tutela di tutti i cittadini e non dei soliti "strapagati", sarebbe un atto doveroso e, soprattutto, civile.






























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