Costa Concordia, relitto via nel 2014: incognita costi

The Costa Concordia cruise ship lays aground on January 12, 2013 on the Italian island of Isola del Giglio. A year on from the Costa Concordia tragedy in which 32 people lost their lives, the giant cruise ship still lies keeled over on an Italian island. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Far ‘sparire’ il relitto della Concordia dall’orizzonte dell’Isola del Giglio nel 2014: e’ l’auspicio del nuovo ministro all’Ambiente, Andrea Orlando, oggi in Toscana, sull’isola dove ha visitato il cantiere, e poi a Piombino, dove ha partecipato ad una riunione con gli enti locali. Ma l’incognita che condiziona l’obiettivo ‘2014’ e’ il piano di smaltimento che Costa Crociere deve ancora presentare al Governo, un adempimento che scade a giugno.

La proposta della compagnia – in quale porto e come smantellare la nave – determina il calendario dei prossimi mesi. Solo quando tra qualche settimana il Governo ne sara’ a conoscenza, molti aspetti dell’operazione saranno piu’ chiari e sara’ piu’ agevole fare previsioni. Di sicuro, ha detto Orlando ‘la Concordia non dovra’ stare nell’orizzonte del Giglio nel prossimo anno’, anzi ‘con la fine di questo vorremmo traguardare l’obiettivo della rimozione’. Tuttavia, ha aggiunto, ‘aspettiamo il piano di Costa per quanto riguarda lo smaltimento’. Piano che ‘deve presentare la proprieta’ della nave, che deve coprire i costi – ha detto il ministro – Poi faremo le nostre verifiche’. Dopo questo passaggio allora anche i tempi della rimozione saranno piu’ certi. ‘Il dato oggettivo – ha chiosato Orlando – e’ che Piombino e’ l’approdo piu’ vicino e naturale per lo smaltimento, basta guardare la carta geografica’ e ‘qui si possono intrecciare rilancio produttivo, innalzamento della qualita’ ambientale e occupazione’. Mentre il presidente della Toscana Enrico Rossi non esita a ribadire che ‘la Concordia va rimossa quanto prima, bisogna fare presto’ e che ‘il porto di Piombino e’ il piu’ adatto per lo smantellamento. Che dovra’ essere corretto sotto il profilo ambientale e sociale. Non autorizzeremo porcherie’. Ministro e governatore toscano hanno criticato qualsiasi ipotesi di trainare il relitto in un porto del Terzo Mondo dove non ci sarebbero ne’ garanzie per l’ambiente ne’ per i lavoratori.

Piombino, intanto, si prepara. Le acciaierie sono capaci di smaltire tonnellate di metalli in una gigantesca operazione di riciclo differenziato del ‘rifiuto speciale Concordia’. La citta’ si attrezza a potenziare il porto industriale, anche a prescindere dall’arrivo della Concordia: un recente decreto governativo, e’ stato ricordato nella riunione in Comune, apre la strada a un progetto che prevede un nuovo molo, una bretella veloce e bonifiche. Alla fine per il porto del futuro saranno stanziati investimenti pubblici per oltre 170 milioni. ‘Aspettiamo che il Parlamento converta il decreto in legge, che ci sia un’intesa interministeriale e che il Cipe finanzi la bretella’, cosi’ il sindaco Gianni Anselmi: ‘Poi se verra’ la Concordia tanto meglio’. E Rossi ha aggiunto di avere ‘buone ragioni per ritenere che i tempi tra rimozione e adeguamento del porto coincideranno e quello che faremo costituira’ un esempio positivo per l’Italia e l’Europa’. Due partite in una, che possono dare fiato di colpo al comparto industriale della costa toscana. Mentre al Giglio, comunque sia, ‘le acque sono di buona qualita” nonostante il relitto e ‘non c’e’ ragione per non andarci in vacanza’, ha detto Orlando.