CORONAVIRUS | Salvini: “Decreto Cura Italia non cura, così non serve”

“E' incredibile che domani milioni di italiani siano chiamati a pagare le tasse. Oggi la priorità è far partire l'ospedale da campo di Bergamo, che è diventata la frontiera d'Italia e d'Europa”

Il senatore Matteo Salvini, segretario della Lega, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sull’emergenza Coronavirus ha detto: “Tutti quelli che hanno l’attività chiusa chiedono e meritano garanzie, anche se devo dire che in questo momento l’emergenza è quella sanitaria. Ho fatto il giro d’Italia via whatsapp con tutti i governatori d’Italia, oggi la priorità è far partire l’ospedale da campo di Bergamo, che è diventata la frontiera d’Italia e d’Europa. Cercheremo in giro per il mondo medici che possano far partire questa struttura fondamentale”.

Provvedimenti più restrittivi. “Alcune zone della bergamasca hanno la richiesta della zona rossa da settimane. E’ il momento di agire. Sicuramente misure più stringenti ed efficaci avrebbero aiutato. Questo dal punto di vista sanitario, poi c’è il lato sociale ed economico su cui stiamo lavorando. E’ incredibile che domani milioni di italiani siano chiamati a pagare le tasse. In un momento emergenziale come può lo Stato chiedere che le persone debbano pagare quando probabilmente neanche sono in grado di farlo. Se il governo non proroga la scadenza fiscale di domani, chi non ce la fa non pagherà”.

Sul decreto Cura Italia. “Prorogare scadenze fiscali è necessario. Con alcuni bonus messi del decreto: 100 euro per i lavoratori dipendenti, 600 per gli autonomi, non si risolve niente. C’è il problema dei precari, degli stagionali, delle partite iva che non viene affrontato. Se è il punto di partenza siamo a disposizione per ragionare, ma se è il punto di arrivo questo decreto non cura. Se il decreto non cambia non possono chiederci di votare qualcosa che non serve. Poi se qualcuno mi convince che è legato all’emergenza economica far uscire 5mila detenuti prima della fine della pena, allora me lo spieghino”.

Sull’Europa. “Se è questa la solidarietà europea, tutti gli italiani hanno capito cosa si fa a Bruxelles. Quando abbiamo chiesto noi maggiori controlli alle frontiere e magari la chiusura, non andava bene perchè eravamo razzisti. Adesso Germania, Francia e Austria hanno chiuso le frontiere. Se l’Europa è questa, finita l’emergenza virus credo che dovremmo ridiscutere l’intera impalcatura europea e il senso di questa Unione Europea che non è molto unione. Se in questi giorni persino il Presidente della Repubblica è dovuto intervenire per richiamare ai suoi doveri l’Europa, non penso siano diventati tutti leghisti, sovranisti e salviniani. Occorre rivedere tutte le regole europee. Negli anni passati bisognava chiudere gli ospedali perchè ce lo chiedeva l’Europa, altrimenti sforavamo il debito. La sanità, la scuola, le caserme, il diritto alla pensione, il taglio delle tasse. E’ tutta l’impalcatura che va cambiata. L’emergenza sanitaria ci fa capire che dei ‘non si può fare’ bisogna fregarsene a un certo punto”.

Come sta vivendo queste giornate. “Io sono abituato a stare in mezzo alla gente, a incontrare di persona sindaci, medici, poliziotti e operai. Farlo al telefono o via whatsapp è qualcosa di diverso, però bisogna rispettare le regole. Io, come tanti, non vedo i miei genitori da tempo. Si fa quello che si deve fare in attesa di tornare alla normalità. Le giornate ovviamente sono tutt’altro che tranquille e rilassanti perchè ci sono emergenze da risolvere. Non è che rimanga tanto tempo per leggere, guardare la tv o giocare a carte”.