CORONAVIRUS | Napoletani all’estero, da New York: “Siamo tutti in casa, è tutto chiuso”

Dalla Russia: . Le autorità stanno utilizzando tutte le tecnologie a disposizione per mappare e tracciare i contagiati”

Il Roma di Napoli oggi in edicola racconta la storia di alcuni napoletani all’estero, preoccupati per quanto sta succedendo e delle conseguenze di questa emergenza coronavirus.

“Le aziende – racconta Roberto Grimaldi dalla Russia – hanno optato per lo smart working. Ai supermercati non ci sono file ma la domanda è aumentata nelle ultime settimane. Per fronteggiare l’emergenza si è accelerata la costruzione di un ospedale ad un’ora da Mosca. I collegamenti con l’estero sono stati gradualmente ridotti. Le autorità stanno utilizzando tutte le tecnologie a disposizione per mappare e tracciare i contagiati. Io lavoro da casa e limito le mie uscite”.

Dalla Russia agli Usa, dove i contagi stanno crescendo molto, lo scenario è simile. “Siamo tutti in casa – racconta Alessandro Cardito da New York – e la situazione è surreale. Le strade sono vuote ed è tutto chiuso. Rispetto agli standard della Grande Mela, si vedono pochi auto e bus. I negozi propongono vendite online per fronteggiare la crisi. I food puntano al cibo d’asporto perché all’interno non si può consumare. Si lavora molto attraverso internet. Ma non solo. Si studia e si fa sport usando la rete. Come a Napoli, pure qui ci sono persone che vivono in condizioni disagiate ed in case piccole o poco illuminate. Molti si siedono sugli scalini della propria abitazione pur di stare all’aperto”.