CORONAVIRUS | L’italiana da Londra: “Misure tardive, qui non hanno capito”

“Tutto qui è arrivato in ritardo rispetto all'Italia e in quei giorni le persone andavano normalmente al lavoro, usando i mezzi di trasporto come sempre e senza preoccuparsi”

Silvia Bifani, giovane fiorentina, vive e lavora a Londra. Ha raccontato la sua esperienza con il coronavirus alla Gazzetta di Parma.

“Io lavoro a casa da già da tre settimane. Lavoro per un marchio inglese che fa parte però di una grande corporate con base a Parigi; quindi abbiamo seguito le direttive aziendali e non quelle inglesi che, purtroppo, fino al 23 marzo non erano pressanti”.

“Tutto qui è arrivato in ritardo rispetto all’Italia e in quei giorni le persone andavano normalmente al lavoro, usando i mezzi di trasporto come sempre e senza preoccuparsi. Stiamo vivendo con due settimane di ritardo la vostra esperienza. Certo – racconta ancora -, preoccupa il futuro lavorativo, ci sono momenti di solitudine e malinconia per la libertà che avevamo prima. Ma sono convinta che tutto questo rafforzerà persone e nazioni».