Confsal Unsa Esteri: Milleproroghe altra occasione persa per i contrattisti

“Malgrado l’invito rivolto a tutti i parlamentari dalla nostra sigla a non perdere la bussola dell’attenzione verso il lavoro dell’Italia all’estero e del carattere preminente di questo per la realizzazione strategica e le potenzialità economico-commerciali del Paese nel mondo, nei fatti si è preferito non dare fastidio al nuovo Governo, lasciando decadere gli emendamenti di interesse”

“Il decreto c.d. Milleproroghe è sempre stato il contenitore legislativo in cui trovavano spazio quei correttivi trascurati nell’ambito della legge di bilancio, ma quest’anno è andata diversamente: con l’avvento del Governo Draghi il provvedimento è stato sacrificato sull’altare dell’equilibrio del nuovo maxi-esecutivo e di conseguenza è stata persa l’unica importante occasione per rimettere mano alle norme di sostegno per il comparto degli impiegati a contratto della rete estera del Maeci”. È quanto dichiara Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal Unsa Esteri, in una nota in cui sostiene che “malgrado l’invito rivolto a tutti i parlamentari dalla nostra sigla a non perdere la bussola dell’attenzione verso il lavoro dell’Italia all’estero e del carattere preminente di questo per la realizzazione strategica e le potenzialità economico-commerciali del Paese nel mondo – spiega Lauriola – nei fatti si è preferito non dare fastidio al nuovo Governo, lasciando decadere gli emendamenti di interesse”.

“L’emendamento sollecitato dalla nostra sigla e presentato da quattro parlamentari – spiega Lauriola – prevedeva l’incremento di appena 600.000 euro del fondo per il riadeguamento stipendiale degli impiegati a contratto della rete estera del MAECI, attualmente ridotto a poche risorse, da cui, a decorrere dal 2021, il MAECI dovrà attingere anche i fondi necessari per compensare le perdite del potere di acquisto degli stipendi degli impiegati a contratto su cui si avranno gli effetti deleteri degli applicativi del regolamento CE 883. Quindi un timido incremento sarebbe da considerarsi imprescindibile, visto che le risorse attualmente disponibili non basteranno ad attuare i correttivi stipendiali richiesti da oltre un decennio poiché estranei alle dinamiche della contrattazione collettiva pubblica, ma assoggettati alla pura e discutibile discrezionalità amministrativa”.

“Pochi spicci – continua Lauriola – senza i quali gli impiegati a contratto saranno costretti a fare i conti ancora una volta con un “abbandono” amministrativo, che in una stagione come quella attuale e nonostante la mole di lavoro comunque svolta, risulta ancora più incomprensibile”.
“Nessuno evidentemente riesce a capire come il lavoro degli impiegati a contratto sia fondamentale ora più che prima”, sottolinea Lauriola. “Infatti se guardiamo i dati delle liste di trasferimento “invernali” del MAECI risulta un ammanco di più dell’80% di posti sulla rete estera, attualmente vuoti e la cui funzionalità sarà affidata ai lavoratori a contratto, a cui viene richiesto ancora una volta di sacrificarsi in cambio di niente, sia in termini retributivi che in termini del basilare rispetto del diritto dei lavoratori”. Lavoratori che, accusa l’esponente sindacale, “continuano ad essere la cenerentola dell’Amministrazione”.

“La nostra sigla è stanca di fronteggiare la sciatteria amministrativa e la disattenzione parlamentare”, conclude Lauriola. “Per questo abbiamo sollecitato lo svolgimento di un question time sulla presente questione, da svolgersi alla Camera in settimana, per ascoltare dal governo le regioni di tale sciagurata mancanza di rispetto”.