Intorno alle 19.42 di martedì 12 marzo è giunta la fumata nera. Il Conclave continua. Del resto, era improbabile che la prima fumata fosse bianca. Ancora il nuovo Papa non c’è. Quando dal comignolo posto sul tetto della Cappella Sistina è uscito un intenso fumo di colore nero, da piazza San Pietro si è sollevato al cielo un boato di delusione. Le migliaia di persone che nonostante il freddo e la pioggia affollano la piazza hanno commentato deluse la fumata dopo aver aspettato per ore.
E così la prima votazione dei 115 cardinali elettori, che da oggi sono chiusi nel conclave all’interno della Sistina, non ha eletto il nuovo Papa successore di Benedetto XVI. Un nulla di fatto quindi che rimanda il tutto a domani mattina, quando il Conclave si riunirà di nuovo nella Cappella Sistina per la seconda votazione.
I cardinali elettori hanno votato, ma nessuno di loro ha raggiunto il quorum di almeno due terzi dei voti, ovvero 77 sui 115 totali, per la nomina a Papa.
Fedeli, curiosi e turisti riuniti a San Pietro stanno rapidamente lasciando la piazza. Molti di loro parlano al cellulare, qualcuno commenta al telefono: ‘Niente, torneremo domani, ma e’ stato emozionante assistere tutti insieme a un evento che ci unisce’.
DUE STUFE E LA CHIMICA PER I COLORI DELLE FUMATE DEL CONCLAVE A partire dal Conclave 2005, per meglio distinguere il colore delle fumate, e’ stata utilizzata un’apparecchiatura ausiliaria a fumogeni, oltre alla stufa tradizionale dove vengono bruciate le schede delle votazioni. L’apparato installato a fianco della stufa tradizionale, e’ dotato di uno scomparto con sportello, nel quale, – a seconda dell’esito della votazione – sono inserite delle cassette contenenti fumogeni di differente composizione, la cui accensione e’ avviata da una centralina elettronica, per la durata complessiva di alcuni minuti, durante il corso della bruciatura della schede, come spiega la Sala Stampa della Santa Sede. Per l’ottenimento di fumate nere la composizione chimica del fumogeni e’ costituita da perclorato di potassio, antracene e zolfo; per la fumata bianca: clorato di potassio, lattosio e colofonia. La colofonia, detta anche "pece greca", e’ una resina naturale di colore giallo ottenuta dalle conifere. Anticamente per produrre il colore nero si usava il nerofumo o il catrame, e per il fumo bianco, fili di paglia. Le canne fumarie della stufa e dell’apparecchiatura elettronica confluiscono in un unico condotto che, dall’interno della Cappella Sistina, sfocia in prossimita’ del colmo della copertura dell’edificio. Per migliorare il tiraggio, la canna e’ preriscaldata mediante resistenze elettriche ed e’ dotata di un ventilatore di riserva.





























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