Con Prodi e Monti verso il ridicolo e la vergogna – di Leonardo Cecca

Mi attanaglia un dubbio e non riesco a capacitarmi se le ultime esternazioni di mortadella Prodi e dello stoccafisso Monti siano dovute al periodo carnevalesco, al ritorno del brutto tempo oppure, cosa altamente probabile, alla boria, alla tracotanza, alla supponenza e all’arroganza che accomuna i due personaggi.

Prodi, per quanto attiene a ciò che sta accadendo in Libia, ha la spudoratezza, sua immane qualità, di addossare le colpe a Berlusconi, in quanto dopo la cacciata di Gheddafi sostiene fosse necessario mettersi intorno ad un tavolo, forse quello a tre gambe a lui tanto caro ed usato nel 1980, ed invece ognuno ha giocato il proprio ruolo. Vabbè, dopo le due consecutive batoste subite per la mancata ascesa al Quirinale non poteva dire cose sensate, ha soltanto peggiorato il suo bofonchiare ove mescola menzogne a falsità.

Di tutt’altra levatura sono le sparate del gessato, che gli italiani ricorderanno per la boria che lo contrassegna, per lo spread fino ad allora considerato alla stregua di un marziano ed i tanti e disdicevoli aumenti di tasse. Ebbene, il bocconiano in un’intervista al Corriere della sera ha affermato di aver scontato un complotto del destino, che con la sua Scelta Civica ha impedito che l’Italia deragliasse e che l’ha salvata dall’ascesa di Berlusconi al Quirinale.

Per soppesare la levatura "morale" e di statista di questi due personaggi basta pensare che Prodi fu artefice di quell’alterazione del bilancio nazionale per farci entrare in Europa e Monti quel premier che tanto disonore e vergogna ha causato all’Italia ed agli italiani per la questione dei due Marò. Certo, che con questi due personaggi, di strada l’Italia ne avrebbe fatta tanta, si ma tutta lungo il dirupo della rovina, del ridicolo e della vergogna.