Compravendita senatori, Prodi: ‘Ci stavo volentieri al governo. Se avessi saputo…’

Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, è apparso oggi, in qualità di testimone, dinanzi alla Quinta sezione penale del Tribunale di Napoli, dove si sta celebrando il processo sulla presunta compravendita di senatori che vede come imputati Silvio Berlusconi e l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola. La deposizione dell’ex premier – che ha pronunciato molti “non ricordo” – è durata meno di un’ora.

Il Professore è testimone nel processo che vede come nucleo il passaggio del senatore Idv, Sergio De Gregorio, nelle file del PdL. Episodio che contribuì alla caduta del governo Prodi.

Prodi ha raccontato: “Non sapevo neanche chi fosse il senatore De Gregorio, non l’avevo mai conosciuto. Venivo da esperienze politiche extra italiane. L’unica occasione in cui ho avuto modo di fare la sua conoscenza è stato nel giugno 2013 quando ho ricevuto da parte sua una lettera di scuse per la caduta del mio governo". Missiva che Prodi ha consegnato ai giudici: nella lettera, De Gregorio – che era passato allo schieramento avverso del centrodestra, secondo l’accusa in cambio di soldi – gli chiedeva perdono per aver tradito il mandato di parlamentare e diceva di essere stato "offuscato da logiche di potere e di danaro". I giudici hanno anche acquisito agli atti la lettera di risposta che alcuni giorni dopo Prodi spedi’ a De Gregorio.

Rispetto alla cosiddetta compravendita di senatori, nota come "Operazione libertà", che l’ex Cavaliere avrebbe attuato per avviare una sorta di campagna acquisti per spingere parlamentari della maggioranza a passare all’opposizione per far cadere il governo, il Professore ha detto di non "ricordare nulla in particolare". "Era un chiacchiericcio continuo" ha raccontato sottolineando di non aver, però, mai avuto certezza di ciò. In merito, poi, al passaggio di De Gregorio dall’Idv al Pdl, l’ex premier ha aggiunto: "Se me ne avessero parlato ci avrei messo la dovuta attenzione. Ci stavo volentieri al governo…". Frase che ha generato la replica dell’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini: "E lo sappiamo…".

Ore dopo la sua deposizione, contrariamente ad alcune interpretazioni circolate in ambienti politici dopo la sua testimonianza a Napoli nel processo sulla presunta compravendita di senatori, Prodi non ha fatto alcuna smentita delle tesi della procura napoletana. E’ quanto si apprende a Bologna in ambienti vicini all’ex premier, secondo i quali Prodi "si e’ limitato a rispondere alle domande che gli sono state poste, riferendo cio’ che sapeva ma, soprattutto, ha sottolineato che, se avesse avuto elementi di conoscenza di quanto si stava preparando, oggi sarebbe ancora presidente del Consiglio". Inoltre Prodi, viene fatto notare, ha consegnato di persona la lettera di richiesta di perdono, ricevuta da De Gregorio, e la sua risposta che sono state entrambe acquisite per la prima volta agli atti del processo.