Comites e diritto al voto, Romagnoli (MdL): “Sarà vera partecipazione?”

Il Presidente del Movimento delle Libertà, On. Massimo Romagnoli: “Mi sento di esprimere legittimi dubbi in merito all’onere di preregistrazione degli elettori per partecipare al voto”

On. Massimo Romagnoli, fondatore e presidente MdL - Movimento delle Libertà

Il meccanismo elettivo dei Comites del prossimo 3 dicembre prevede l’opzione inversa: a poter manifestare il proprio voto saranno, infatti, solamente i cittadini residenti all’estero che si registreranno in via preventiva presso il nuovo portale Prenot@Mi, disponibile nell’apposita pagina del sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, per la successiva prenotazione degli appuntamenti per i servizi consolari.

Com’è noto, infatti, per le elezioni dei Comites, la partecipazione al voto per corrispondenza (la modalità prescelta per tale tornata elettorale) è consentita solamente agli elettori che abbiano fatto pervenire esplicita richiesta di iscrizione nell’elenco degli elettori, al competente Ufficio consolare.

Nel 2015, l’affluenza fu di un misero 4%. Tale dato, provocò grande discredito nei confronti dell’organismo di base della rappresentanza degli italiani all’estero, organismo che in teoria dovrebbe essere “l’attore” più prossimo ai cittadini.

Diversamente dalle precedenti elezioni, questa volta potrà votare solo chi ne farà espressa richiesta. Per ricevere il plico elettorale, infatti, bisognerà confermare al Consolato di appartenenza, di essere iscritto nell’elenco elettorale un mese prima delle elezioni, vale a dire entro e non oltre il termine del 3 novembre 2021.

Il Presidente del Movimento delle Libertà, On. Massimo Romagnoli, sentito sul tema, esprime dubbi al riguardo, giungendo anche ad intravedere possibili profili di anticostituzionalità sul fatto che gli elettori si debbano preregistrare al fine di adempiere al voto.

“Da un punto di vista pratico, è come se si dovesse affrontare una doppia campagna elettorale. Mi sento di esprimere legittimi dubbi in merito all’onere di preregistrazione degli elettori per partecipare al voto. In più, a ciò si aggiunga che per mancanza di fondi e, forse, per volontà politica, un’alta percentuale degli aventi diritto, non sarà adeguatamente informata e quindi, di fatto, non potrà votare”.

Sulla base di quanto appena espresso, è lecito chiedersi quale legittimità potranno avere i Comites che usciranno dal voto del 3 dicembre 2021? E ancora, le autorità amministrative e diplomatiche riusciranno a organizzare in tempi stretti, un’adeguata campagna informativa che favorisca la partecipazione degli elettori al voto, in un periodo in cui sussistono, oggettivamente, ben altre priorità?

Anche il Vicepresidente MdL, dott. Vito Palmeri si unisce alle perplessità: “Votare rappresenta un diritto e deve essere semplice. Si deve il più possibile permettere la partecipazione massiva dei cittadini. È facile presumere che richiedere una previa iscrizione da parte degli elettori, avrà conseguenze negative sull’affluenza”.