Cittadinanza italiana per i discendenti degli italiani all’estero: il ddl Longo (Psi)

Prossimamente verrà presentato ufficialmente in Senato il Disegno di legge "Modifiche alla legge n. 91/92 recante nuove norme sulla cittadinanza, per il riconoscimento del possesso dello Status Civitatis Italiano per i cittadini stranieri di ceppo italiano" del senatore socialista Fausto Guilherme Longo, eletto in America Latina.

"Obiettivo fondamentale dell’iniziativa parlamentare – informa il sen. Longo – è quella di fornire un nuovo strumento per le persone dirette discendenti dei nostri concittadini emigrati all’estero che hanno pieno diritto di vedersi riconosciuto lo Status Civitatis italiano (la cittadinanza), superando i gravi limiti imposti dall’attuale normativa, che per alcune opacità ha permesso lo sviluppo di fenomeni criminosi e irregolarità amministrative".

I rapporti della Fondazione Migrantes stimano gli interessati intorno "agli 80 milioni di persone che attraverso i nuovi diritti acquisiti potrebbe contribuire al rilancio dell’economia nazionale incrementando le presenze turistiche in Italia oltre che favorire ulteriormente il legame tra gli oriundi e le terre di origine".

Per la stesura del Disegno di legge, il senatore Longo si è avvalso del contributo dell’avvocato Christian Zovico e della associazione Anusca (Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe), cui afferiscono le Amministrazioni comunali allo scopo di facilitare i collegamenti con i superiori Organi Istituzionali da parte degli Operatori dei Servizi Demografici.

Nello specifico, nel dl il sen. Longo, affiancato da Claudio Zin, chiede che in materia "agli attuali procedimenti attivabili presso le Rappresentanze Consolari italiane (per i residenti all’estero) e presso i Comuni italiani {per coloro che abbiano trasferito la loro residenza in Italia)", sia aggiunta "una procedura che consenta agli oriundi italiani di presentare l’istanza presso il Comune italiano di nascita dall’ascendente che emigrò stabilmente al di fuori dei confini nazionali, o, in alternativa, a un Comune appartenente alla medesima Regione".

"Si mira primariamente – si legge nel dl – a ridurre le molteplici zone d’ombra generate dal combinato effetto dovuto ai limiti dell’attuale disciplina unito all’imponente numero di potenziali richiedenti. Si registrano infatti numerosi episodi in Italia e all’estero che di fatto violano le normative amministrative e in taluni casi possono essere fonte di responsabilità penale". 

In secondo luogo, si spiega "si intendono favorire le persone residenti all’estero in possesso di tutti i requisiti di discendenza verso la piena esplicazione del proprio diritto alla cittadinanza italiana, agevolandoli nel conseguire tale status che per gli stessi rappresenta l’orgoglio di essere riconosciuti cittadini italiani".

Terzo caposaldo del progetto legislativo "risiede nella concreta possibilità di stimolare numerosi soggiorni di breve durata in Italia da parte di moltissimi stranieri discendenti dal ceppo italico che contribuirebbero, con le loro presenze nell’arco di molti anni, ai rilancio dell’economia nazionale. Presenze individuali a cui facilmente si potrebbero legarsi quelle dei familiari generando un incremento dell’indotto per gli operatori economici nazionali in particolare nell’ambito alberghiero, trasporti e ristorazione".

Il quarto punto qualificante "risiede nell’inserimento di ulteriori modifiche alla Legge n.91 del 92 già presentate recentemente con Disegni di Legge nell’ottica di migliorare l’intero impianto legislativo in materia, in un quadro generale di razionalizzazione e coordinamento degli interventi di ammodernamento della disciplina".

"L’idea fondamentale – si spiega – è quella di fornire un nuovo strumento per le persone che hanno il pieno diritto di vedersi riconosciuto lo Status Civitatis italiano, che superi i gravi limiti imposti dall’attuale normativa, che riduca i fenomeni criminosi connessi alle attuali procedure e che infine possa contribuire al rilancio dell’economia nazionale incrementando le presenze turistiche in Italia favorendo ulteriormente il legame tra gli oriundi e le terre di origine".

Longo sottolinea che "nella presente proposta di legge, il perfezionamento della procedura mira anche a portare all’iscrizione dei richiedenti all’Aire e permetterà di conferire pienezza a un diritto che gli oriundi italiani hanno già nella loro sfera personale solo dietro una loro precisa manifestazione di volontà".

"Lo scopo della presente ipotesi di integrazione normativa – prosegue il senatore Psi – riguarda la possibilità dì creare una terza via per proporre l’istanza riconoscimento dello Status di Civitatis italiano agli stranieri di ceppo italiano presentando la domanda al Comune di nascita dell’ascendente italiano emigrato all’estero da cui trae origine la propria famiglia, o a un Comune della medesima Regione. Si tratterebbe quindi di aprire una terza finestra (in aggiunta alle Ambasciate/Consolati e Comuni italiani di residenza) per ampliare la possibilità di riconoscere un diritto che lo straniero di origine italiana ha nella propria sfera personale".

"Tale nuova procedura – si aggiunge – andrà disciplinata in maniera esaustiva in base ai seguenti punti qualificanti: 1) deve essere inviata una domanda preliminare dall’interessato, o da un proprio delegato in Italia, al Comune italiano di origine dell’ascendente emigrato all’estero, o a un Comune della stessa Regione, allegando copia della documentazione richiesta dalle attuali normative e circolari o tramite Posta Elettronica Certificata o per mezzo della tradizionale forma cartacea; 2) il Comune italiano presso il quale sarà instaurato il procedimento, verificati tutti i presupposti, la documentazione prodotta ed effettuati gli accertamenti previsti presso le autorità italiane o estere, avrà 150 giorni (5 mesi) per completare l’iter e inviare una comunicazione al richiedente (anche per mezzo di Posta Elettronica Certificata e/o tramite un proprio delegato in Italia) di conclusione del procedimento invitandolo a presentarsi entro 365 giorni per ottenere la Certificazione del riconoscimento dello Status Civitatis italiano con la quale potrà poi chiedere l’iscrizione all’Aire al Consolato di riferimento all’estero, anche al fine di esercitare il diritto di voto. 3) il Comune tramite un provvedimento specifico e motivato potrà rifiutare la concessione dello Status Civitatis italiano solo in caso di presentazione di documentazione irregolare (con possibilità di integrarla o sanarla entro 90 giorni dalla segnalazione che riceverà dal Comune con relativa sospensione del predetto termine di 150 giorni) o di esito negativo degli accertamenti effettuati presso le Autorità italiane all’Estero o di quelle straniere interpellate in base alle norme e alle procedure in vigore. 4) Introduzione di un Diritto di Stato Civile pari complessivamente a 500 Euro a favore del Comune ove verrà effettuata l’istanza. 300 Euro dovranno essere corrisposti con l’invio della domanda a pena di improcedibilità. I restanti 200 Euro saranno versati nella fase conclusiva che si svolge in Italia alla presenza del richiedente, una volta superato positivamente l’esame preliminare sulla documentazione inviata in copia, che andrà prodotta in originale".