Il tema della riforma del voto degli italiani all’estero torna al centro del dibattito.
A parlarne da New York è stato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, intervenuto al Consolato Generale d’Italia durante gli incontri con la comunità italiana e italoamericana.
Rispondendo a una domanda sulle modifiche attualmente in discussione, Tajani ha sottolineato che l’ipotesi di accorpamento delle circoscrizioni non è una proposta del governo, ma una questione ancora all’esame del Parlamento.
“La legge è ancora in corso, si è cercato di accorpare le circoscrizioni. È il Parlamento che decide”, ha spiegato il ministro, aggiungendo: “Il governo sulla legge elettorale non si è impegnato: è un’iniziativa parlamentare e la rispettiamo”.
Tajani ha quindi evidenziato le difficoltà legate alla riorganizzazione della Circoscrizione Estero.
Da una parte, ha osservato, c’è chi teme che una circoscrizione più ampia possa ridurre la rappresentanza degli italiani residenti negli Stati Uniti. Dall’altra, secondo il vicepremier, “ci sono anche troppe circoscrizioni oggi”.
“Quando si fa una legge elettorale – ha concluso Tajani – è sempre difficile trovare la giusta soluzione”.
Attualmente la Circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. Complessivamente vengono eletti 12 parlamentari: otto deputati e quattro senatori.
Il tema dell’eventuale accorpamento delle ripartizioni resta dunque affidato al confronto parlamentare, mentre tra le comunità italiane all’estero cresce l’attenzione sulle possibili conseguenze che una modifica della legge potrebbe avere sulla rappresentanza politica dei connazionali residenti fuori dall’Italia.































