Cassazione: “Non è reato coltivare cannabis in casa per uso personale”. Le reazioni politiche

Solo da parte del Movimento 5 Stelle, al momento, è stata espressa soddisfazione per la sentenza. Centrodestra contrario: “Sentenza scandalosa, la droga fa male”

La recente decisione delle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione sulla coltivazione domestica ad uso personale di piante di cannabis ha scatenato un fiume di reazioni da parte di politica, associazioni, società civile.

Si fa sentire sul tema Matteo Salvini: “La droga fa male, altro che coltivarsela in casa o comprarla in negozio, e anche le due ragazze morte a Roma ne sono la drammatica conferma. La Lega combatterà lo spaccio e la diffusione della droga sempre e ovunque”, dice il segretario della Lega.

Secondo la Cassazione coltivare piantine di marijuana in casa, se in modica quantità, per uso personale, non costituirebbe più reato. E’ d’accordo con la sentenza il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Finalmente le sezioni unite penali della Cassazione hanno sancito che coltivare cannabis in casa in quantita’ minime per uso personale non e’ reato. Da pm – aggiunge – non avevo mai convalidato arresti o chiesto il processo o la condanna per tale condotta”.

Per Forza Italia la sentenza è sbagliata, “non mi è piaciuta – dice Antonio Tajani, vicepresidente azzurro -, lancia un messaggio negativo ai giovani, come se fosse giusto farsi una canna. La Cannabis fa male alla salute. 25 anni di esperienza mi spingono a lanciare questo messaggio ai giovani che hanno l’età dei miei figli”.

Che la cannabis faccia male è tutto da dimostrare. Semmai, fa male l’abuso di cannabis. Come l’abuso di alcol, l’abuso di nicotina, di caffeina, zucchero, sale, burro…

Eppure dalle forze politiche – non solo di destra – arrivano, nella maggior parte dei casi, voci critiche nei confronti della sentenza.

Per Stefano Pedica del Pd “una droga non può definirsi leggera o pesante, una droga è una droga e basta. Dietro il proibizionismo non c’è nessuna ipocrisia. Bisogna solo pensare alla salute”. Per Fratelli d’Italia la sentenza della Cassazione “è scandalosa”.

Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, a chi gli chiedeva, a margine di un incontro a Trieste, se presto in Italia si sarebbe comprata la Cannabis anche in farmacia, ha risposto così: “A questi piccoli passaggi che di fatto vogliono arrivare alla droga libera, sono contrario. Non lo dico io, ma tutti i centri di recupero che ci sono e che si sono dichiarati contrarissimi all’impostazione che ha dato il governo. La nostra non e’ un’impostazione ideologica, ma pratica. I grillini e il Pd hanno un’impostazione ideologica sulla Cannabis”.

Solo da parte del Movimento 5 Stelle, al momento, è stata espressa soddisfazione per la sentenza, con l’augurio che la politica prenda coraggio e affronti una volta per tutte un tema che molti considerano spinoso, scomodo e divisivo ma che non può più essere ignorato.

Per Stefano Vecchio, Presidente di Forum Droghe, “la decisione della Cassazione è importante perchè mette nero su bianco che è insensato colpire penalmente condotte che sono evidentemente volte al consumo personale. Dovremmo tutti prendere atto che il fenomeno del consumo, ma anche dell’autoproduzione di Cannabis per uso personale, è ormai normalizzato nella società e che quindi è compito dello Stato regolarlo per limitarne i danni sulle persone”. “Purtroppo – prosegue Vecchio – la politica è sorda agli appelli che in questi anni abbiamo fatto più volte per un intervento legislativo di riforma complessiva del DPR 309/90 che compie ormai 30 anni”.