Sono stata per quasi vent’anni una sua ammiratrice, l’ho sempre ostinatamente difeso, perfino quando le avvisaglie di una deriva di megalomania autodistruttiva cominciavano ad insospettirmi sulla sua reale capacità di giudizio. Silvio Berlusconi: munifico benefattore o astuto commediante malato di grandeur, che distribuisce soldi e cariche a iosa per esercitare e mantenere il controllo sulle persone?
Ho detestato Veronica quando ne ha rivelato le debolezze, giudicandola ipocrita e vendicativa. Ho detestato prima Casini e ancor di più Fini, ritenendo che fossero invidiosi di lui e tacciandoli di ingratitudine. Ho perdonato i suoi comportamenti pubblici e privati, sempre più irrituali e scomposti. Ho continuato a credere che una setta giustizialista infiltratasi nei tribunali volesse succhiargli il sangue per offrirlo ai propri riti satanici. Sono stata cieca.
Quand’è che ho visto la luce? Quando è stato che la visione della realtà è diventata nitida e precisa? Certo, il tempo avrà avuto la sua parte nella consapevolezza della parabola discendente dell’uomo e del personaggio. Fatalmente tutto si deteriora e muore, anche i grandi amori finiscono. E se lasciano l’amaro in bocca, forse è perchè si sono rivelati sbagliati e illusori. Perchè tornando indietro col ricordo, capisco quanto sono stata ingannata.
E’ stata la condanna definitiva della sentenza Mediaset a mostrare il volto dietro la maschera perfettamente costruita. Ci aspettavamo che il rifiuto dell’ingiustizia portasse alla dignità delle dimissioni e al passaggio di testimone, sofferto ma per certi versi glorioso. Sarebbe rimasto il padre nobile, e il Paese avrebbe ringraziato per la fine di una estenuante guerra civile conclusasi finalmente con un atto di eroismo. E invece no! Il piccolo cristo che si è innalzato a dio per tanti anni, non capisce che nella crocifissione c’è la sua possibilità di redenzione; al terzo grado di giudizio, indossa i panni di un barabba qualsiasi e pretende dal popolo l’impunità. Battendo i pugni, minacciando catastrofi.
Quanta pochezza nell’uomo! A quale miseranda morte civile si condanna, mostrandosi vile e vendicativo? Muoia Sansone con tutti i filistei? Dopo di me il diluvio?
L’ho visto, nell’ultima conferenza stampa, nella sua ennesima personale sceneggiatura, negare l’evidenza, affermare l’inesistente. Per uccidere l’empio che ha osato profanare la sua divinità, gli ha fatto l’ultimo dono del sorriso e dell’amicizia. Mele avvelenate. Non sono caduta nella trappola. Non avrà più il mio cuore, né certo la mia mente. Quando finisce un amore, rimane solo una grande tristezza.





























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