Cari italiani all’estero, partecipate! Perché l’Italia siete anche voi – di Emanuele Esposito

In Italia gli scandali politici sono all’ordine del giorno; anche se risiedo all’estero, dinanzi a certe notizie mi vergogno tanto di essere italiano, soprattutto quando le testate internazionali ci deridono (e come dare loro torto!). Pochi giorni fa e’ stata pubblicata la classifica dei Paesi più corrotti e abbiamo scoperto, senza peraltro sorprenderci troppo, che l’Italia e’ al primo posto in Europa per corruzione, un primato di cui avremmo voluto fare a meno. 

Da parte mia, ho fatto una scelta di cambiamento e, pur non condividendo sempre la linea politica del Movimento Cinque Stelle, mi sento vicino a loro, con la mente e con il corpo, perché credo nell’onestà delle persone che lo rappresentano.

Certo, almeno per ora, il Movimento e’ lontano dai temi che interessano gli italiani nel mondo, ma siamo in tanti a lavorare perché si cominci presto ad aprire la discussione sui bisogni di quella parte della nazione sparsa nei cinque continenti che può essere considerata la ventunesima regione italiana.

Pochi mesi fa si è votato per le europee, e forse al successo di Renzi ha molto contribuito il bonus degli 80 euro, una scelta politica demagogica che il governo continua a celebrare, ma che in effetti ha prodotto poco o nulla. Che poi le “riformette” approvate in tutta fretta siano quelle che faranno cambiare verso al Paese, è tutto da dimostrare.

Gli italiani purtroppo hanno la memoria corta… e i fatti dell’EXPO, del MOSE e del “mondo di mezzo” saranno presto dimenticati in caso di campagne elettorali ben orchestrate. Spetta a chi vuole una politica diversa mantenere viva l’attenzione sugli scandali e coinvolgere i cittadini persuadendoli alla partecipazione.

La reazione più giusta da parte dei miei connazionali non può essere quella di non andare a votare, perchè non è così che si può incidere sulle cose da fare: scappare dagli obblighi morali non è mai una scelta sensata. E chi se ne lava le mani non ha il diritto di farsi giudice a posteriori.

L’Italia usa ancora metodi e ricette economiche del passato: io non sono un economista e me ne guardo bene dal dare ricette, al massimo posso dare una ricetta di cucina; ma non ci vuole un genio per capire che se aumenti la pressione fiscale si abbassano i consumi e si riduce la produzione di beni. In un Paese normale, dove la corruzione non la fa da padrona, i governi si muovono in maniera seria e diversa: quando Renzi uscirà dallo studio della Ruota della Fortuna, forse capirà che anche lui è vittima inconsapevole di un sistema sbagliato.

Gli elettori con un po’ di cervello comincino a capire che il bene di tutti coincide con il bene di ciascuno; valutino bene i meriti delle persone e non gli interessi di bottega e le false promesse. L’ Italia può farcela, deve farcela: abbiate il coraggio di cambiare, fate la vostra scelta, destra o sinistra che sia, ma fatela. Scendete in campo con determinazione, prima che il Paese diventi un campo di battaglia in cui conteremo solo i morti… di disperazione e di povertà.