Caos PdL, Cicchitto minaccia: colombe pronte a disertare Consiglio Nazionale

© Marco Merlini / LaPresse 17-12-2008 Roma Politica Trasmissione televisiva "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa, sullo scandalo appalti a Napoli Nella foto il presidente del Gruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto Bruno Vespa's political talk show "Porta a Porta" about outsourcing-scandal in Naples

Sabato il Consiglio Nazionale PdL. Forse. Stasera la riunione tra Angelino Alfano e i ‘filo-governativi’. Anzi no. Sono giorni tumultuosi all’interno di quello che è ancora il Popolo della Libertà, ma sempre più nella fase di transizione verso la nuova Forza Italia: dopo le forti esternazioni di Silvio Berlusconi sui presunti ‘traditori’ non disposti a staccare la spina al governo Letta ("faranno la fine di Gianfranco Fini"), Fabrizio Cicchitto lancia la sua minaccia: "Potremmo non partecipare al Consiglio nazionale". L’ex fedelissimo del Cavaliere, ormai capitano delle colombe, spiega al Mattino che "nelle ultime ore c’è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno. Aggiungo anche che non è chiaro l’ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento". Secondo Cicchitto "una parte del partito si riconosce nelle posizioni del segretario Angelino Alfano" e inoltre "se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito. Ma se poi non si va al voto le cose non sono meno gravi: da un governo amico si passerebbe ad un governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe. E allora mi chiedo: che senso ha questa accelerazione? Penso che non ci sia nessun motivoper cui si debba bollare alcuni esponenti del partito come traditori, la storia di Gianfranco Fini non c’entra proprio niente".

Da parte sua, Alfano continua nella sua difficilissima opera di convincimento del presidente, già riuscita peraltro in occasione della recente fiducia al governo in Parlamento, e va avanti cercando di evitare strappi. "Speriamo sempre che il nostro movimento politico possa rimanere unito. Siamo consapevoli e certi che Berlusconi, vittima di una grave ingiustizia giudiziaria, ha sempre tenuto un comportamento da uomo di Stato, siamo convinti che questa sia la linea che più lo ha premiato e continuerà a premiarlo".

Intanto l’incontro di questa sera tra Alfano e gli esponenti filogovernativi del Pdl, in particolare i ministri, è slittato da oggi a mercoledì alle 14, anche se, pare, esclusivamente per motivi logistici: Alfano è impegnato al Nord, dove è rientrato però anche lo stesso Berlusconi, e si parla di contatti tra i due. Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, uno dei più attivi nel partito delle colombe, intanto prevede una tregua, auspicandola con una metafora calcistica: "Vedrete, domenica il campionato osserva una sosta..:". Niente tregua per Micaela Biancofiore, falco doc. "Lupi, Cicchitto e co. continuano a parlare di estremismi dentro il Pdl e di liste di proscrizione. Credo si riferiscano alla rappresaglia Letta-Alfano successiva al 2 ottobre, degna delle migliori dittature sudamericane".