CAMERA | La Marca (Pd) interviene in Aula sui trattati con la Colombia

“Con questi trattati si è compiuto un altro passo avanti per meglio contrastare i fenomeni di criminalità, soprattutto organizzata, che da alcuni anni si sta fortemente internazionalizzando”

“Per conto del Gruppo del Partito Democratico ieri ho seguito due importanti provvedimenti di ratifica di trattati internazionali tra l’Italia e la Colombia. Un primo gruppo ha riguardato tre trattati in materia di cooperazione giudiziaria riguardanti, rispettivamente, la materia dell’estradizione, della mutua assistenza in materia penale e del trasferimento delle persone condannate”. Lo dichiara in una nota l’On. Francesca La Marca, Pd, deputata eletta nel Nord e Centro America e residente in Canada.

“Con questi trattati si è compiuto un altro passo avanti per meglio contrastare i fenomeni di criminalità, soprattutto organizzata, che da alcuni anni si sta fortemente internazionalizzando. Nel caso della Colombia, basti pensare al forte impegno che è necessario mettere in campo per contrastare in modo adeguato il narcotraffico, che si è molto sviluppato per gli intrecci esistenti tra i cartelli della droga colombiani e la ndrangheta calabrese. Sulla ratifica della Convenzione volta ad eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, nella mia dichiarazione di voto per conto del Gruppo PD ho sottolineato la positività di un provvedimento che riguarda un Paese, come la Colombia, entrato nella sfera delle nostre sensibilità internazionali”.

“In questa fase delicata della nostra economia – ho affermato in Aula – nella quale la prospettiva di una crescente internazionalizzazione rappresenta un interesse primario per il sistema Italia, offrire ai nostri operatori economici e commerciali un quadro certo ed equilibrato rispetto ad un altro Paese extracomunitario, come la Colombia, una condizione per competere ad armi pari con i concorrenti di Paesi che si giovino già di condizioni più favorevoli. E tutto questo, senza sacrificare le attese dell’amministrazione finanziaria italiana”.