Calderoli, ‘Kyenge mi ricorda un orango’: la polemica continua

Quello appena trascorso è stato il fine settimana che ha visto fra i suoi protagonisti l’ex ministro leghista Roberto Calderoli, che durante un comizio politico, riferendosi all’attuale ministro per l’Integrazione, ha detto: “Kyenge fa bene a fare il ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui". E ancora: “Quando penso alla Kyenge non posso fare a meno di pensare a un orango, ma con questo non voglio dire che lo sia”. Parole molto forti che hanno scatenato una grossa polemica e decine di reazioni da parte di ogni forza politica.

Calderoli ha poi chiesto scusa a Kyenge, privatamente e pubblicamente, ma la scia della polemica continua. E mentre l’esponente di punta del Carroccio anche oggi, forse per sdrammatizzare, si diverte a paragonare alcuni politici ad animali – “Letta un airone, Alfano una rana, Cancellieri un cane San Bernardo" – non si placa la bufera sollevatasi dopo gli insulti al ministro dell’Integrazione.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, già ieri si è detto “indignato” per ciò che è successo, riferendosi non solo alle parole di Calderoli, ma anche ad altri gravi episodi di questi giorni, dalle minacce a Mara Carfagna, fino al rogo che ha incendiato il liceo Socrate a Roma, "tre casi che dimostrano tendenza all’imbarbarimento della vita civile".

Intanto continuano ad arrivare richieste di dimissioni per Calderoli, che è anche vicepresidente del Senato. Ma il ministro Kyenge spiega: “Le dimissioni non le richiedo. Questo non e’ un punto che mi riguarda. Per me il caso personale non si e’ mai aperto. Io pongo un’altra questione, una riflessione sul ruolo di chi riveste una carica pubblica". Intervistata dal Corriere della Sera, Kyenge dichiara di ricevere minacce ogni giorno, attraverso “lettere, email, telefonate”. “L’istigazione al razzismo sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunita’ ebraica. Dobbiamo lavorarci".

Domenica Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda, commentando la polemica nata dopo le parole di Calderoli, ha scritto: “la signora Kyenge, come la signora Boldrini, vanno battute e fermate con le idee, con le proposte, con la visione di un futuro e di una società diversi", e dunque "non con le battute". Secondo Salvini, Kyenge e Boldrini "sono politici pericolosi non perché belli o brutti, perché modelle o oranghi, ma perché sono pedine di un disegno che vuole cancellare le identità".