Walter Mazzarri ha impresso il suo marchio. Solida, rapida nel ripartire e determinata nelle chiusure l’Inter delle prime tre giornate sembra gia’ incarnare al meglio lo spirito del suo tecnico. Le caratteristiche ammirate contro Genoa e Catania sono le stesse che hanno condotto i nerazzurri fino alla buona gara contro la Juventus nel test che, alla vigilia, sembrava la classica prova del nove. L’esame e’ superato, sebbene al gol di Icardi qualcuno avesse ‘fatto la bocca’ al colpaccio. Una gioia durata poco e smorzata dal definitivo pareggio di Vidal, dopo il quale i padroni di casa hanno rischiato di perdere la bussola. Dettagli sui quali Mazzarri dovra’ lavorare per completare un’opera che sembra a buon punto.
Il tecnico ha avuto la conferma che sul fidato Campagnaro puo’ contare ad occhi chiusi e che anche gli spauriti Ranocchia e Juan Jesus della passata stagione hanno ora maggiore sicurezza. Rispetto alle precedenti uscite e’ mancato un po’ l’apporto degli esterni, entrambi impegnati in un duello non facile contro Lichsteiner (dirimpettaio di Nagatomo) e Asamoah (sfuggito a Jonathan in occasione del gol di Vidal). Meglio hanno fatto i centrocampisti centrali, ad eccezione di un Guarin ancora troppo incerto nei disimpegni e pigro nelle chiusure. Se poi Icardi manterra’ nelle altre partite la media realizzativa contro la Juventus, quattro gol in tre gare, diventera’ piu’ facile passare dal piu’ coperto 3-5-1-1 al classico 3-5-2. Mazzarri vorrebbe infatti arretrare Alvarez sulla linea mediana, dove Taider insidia il posto da titolare di Cambiasso e la coppia Guarin-Kovacic sara’ probabilmente in lotta per l’ultima maglia disponibile. Questo a meno che il tecnico non decida di mantenere l’assetto che ha garantito equilibrio alla sua creatura senza togliere pericolosita’ in attacco. I primi risultati positivi hanno diviso la squadra tra chi non si nasconde parlando di obiettivi e chi preferisce non commentare eventuali traguardi. Il capostipite della seconda scuola di pensiero e’ proprio Mazzarri, al quale e’ stato affidato il compito di ridare un volto da ‘grande’ ad una nobile decaduta.
Difficile immaginare che l’Inter vista ieri a San Siro possa arrivare nuovamente nona, sebbene fu proprio lo scontro diretto con i futuri campioni, lo scorso anno, a illudere sulle possibilita’ dei nerazzurri. La mancanza delle coppe, emotivamente non un toccasana, aiutera’ l’ambiente a preparare meglio ogni gara soprattutto nei periodi in cui Champions ed Europa League si faranno sentire nelle gambe degli avversari di maggior livello. Dopo la trasferta di Sassuolo, domenica prossima, l’Inter ospitera’ un’altra possibile concorrente per l’alta classifica come la Fiorentina. Per motivi diversi due nuove prove verso la definitiva maturita’.































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