Calcio, il Milan punta tutto sulla coppa Italia: ‘è la nostra Champions’

I risultati sono ben al di sotto delle attese, il gioco latita, e nello spogliatoio prendono corpo i primi malumori. L’atmosfera all’interno Milan non e’ ancora tesa e instabile come nei peggiori momenti della passata stagione ma rischia di diventarlo se la squadra di Filippo Inzaghi domani contro il Sassuolo, che ha gia’ sbancato San Siro una settimana fa, fallira’ l’ottavo di coppa Italia, un torneo che "quest’anno vale come la Champions", secondo un refrain inimmaginabile qualche tempo fa e oggi popolare in casa rossonera. Per risalire la china e tentare una complicata rincorsa al terzo posto, Inzaghi preme per avere il romanista Destro.

Nel frattempo e’ pronto da domani a trasformare il 4-3-3 in un piu’ aggressivo 4-2-3-1, lanciando Cerci dall’inizio e utilizzando diversi titolari ma non Muntari, escluso per un problema muscolare al polpaccio e non, assicurano da Milanello, per lo sfogo polemico dopo la sostituzione di sabato a Torino. Dopo due mesi di panchina, fra i pali ci sara’ Abbiati che, come previsto da giorni, ha parlato al posto dell’allenatore alla vigilia.

"La coppa Italia e’ un obiettivo importante perche’ chi la vince va direttamente in Europa League", ha notato il portiere classe ’77, secondo cui non e’ stata salutare "la sosta natalizia che ha un po’ interrotto il nostro cammino". Ma per sua ammissione questo Milan non fa paura come un tempo: "Sono qui da 15 anni e la cosa piu’ fastidiosa e’ che le squadre vengono a San Siro pensando di giocarsela, mentre prima speravano di non prendere cinque gol. Le cose devono tornare cosi’".

In trasferta non va molto meglio e il pareggio di sabato in casa del Torino ha fatto scivolare i rossoneri all’ottavo posto, a 5 punti dal terzo. Ma, al di la’ dei miseri 12 punti raccolti nelle ultime 11 giornate (con 2 sole vittorie), a preoccupare di piu’ l’ambiente e’ l’atteggiamento. "Ogni volta che dobbiamo fare il salto di qualita’ per il terzo posto non riusciamo. Quando passiamo in vantaggio, arretriamo: non va bene – e’ l’analisi di Abbiati -. In certi momenti subentra un po’ l’ansia che c’era l’anno scorso, ma peggio della scorsa stagione non si puo’ fare". Ora il Milan ha 4 punti piu’ dello scorso campionato dopo 18 giornate e la media a gara e’ poco piu’ bassa di quella complessiva a fine stagione (1,4 contro 1,5).

Inzaghi vede contrarsi il consenso popolare, misurato dai social network dove abbondano critiche e sarcasmo, ma e’ ancora forte della fiducia della societa’. "In Inzaghi abbiamo fiducia – ha assicurato Abbiati -. Sabato sul pullman nel viaggio di ritorno da Torino c’era grande silenzio: segno che la squadra ci tiene. Domani dobbiamo dimostrare che il gruppo c’e’".