Brunetta, ‘sto con Silvio perché il dopo Berlusconi non mi importa’

Renato Brunetta, capogruppo del PdL alla Camera dei deputati, in un intervento su ‘la Discussione’, testata diretta da Emilio Fede, scrive: “Ipotesi: quel che non deve accadere accade. Che fa allora Berlusconi dopo la condanna? Una cosa sola so di lui: non e’ il tipo che se ne va all’estero per ripararsi dal carcere. Non e’ di quelli che scappano. Lottera’ fino all’ultimo senza rassegnarsi all’ingiustizia". Brunetta continua: “un’altra cosa so, questa volta di me. Gli resto al fianco. Non per generosità, e nemmeno per riconoscenza. Non sarebbe un gesto eroico o sacrificale. Il fatto e’ che non concepisco altra mia posizione nel mondo, che sia onesta e decente, se non stare vicino a Silvio Berlusconi. Nessun fanatismo o culto della personalità, ma buon senso, amore per l’Italia e per me stesso".

Fra i motivi per cui “sono stato, sono e starò con Berlusconi”, Brunetta ne indica alcuni: “1) Perche’ da bravo socialista sono anticomunista. 2) Perche’ sono figlio di un venditore ambulante e ho sempre lavorato come un cane: sono un piccolo borghese che crede al merito, che crede nel lavoro, che non sopporta le ingiustizie. 3) Perche’ si e’ fatto da solo, e ha tutti i difetti di chi si e’ fatto da solo. 4) Perche’ sa ascoltare, magari prendendo appunti, come faceva con me, ai primi tempi, in cui ragionavo con lui di economia (era gia’ stato Presidente del Consiglio). E se una nostra conversazione si interrompeva, perche’ dovevo andare dai miei studenti all’universita’, mi chiedeva, gentile, ‘ma poi torna, che così finiamo…’. 5) Perche’ ha ridato voce e dignita’ a un popolo, la maggioranza degli italiani, che la vita se la guadagna tutti i giorni senza santi in paradiso. 6) Perche’ e’ pieno di difetti, ma le qualita’ sono di piu’. Mai arrogante, sempre gentile. 7) Perche’ e’ bugiardo per amore, e aiuta, a volte, con le ‘sue verità’, i suoi sogni, le sue follie, che finiscono per realizzarsi. 8) Perche’ e’ un ingenuo, uno che lo puoi anche fregare, mica una volpe come D’Alema. 9) Perche’ ha sempre pagato di persona. Non si e’ mai tirato indietro. 10) Sto e starò con Berlusconi perchè il dopo Berlusconi non mi importa".

Brunetta, intervenendo poi alla trasmissione “Super Partes” di Canale 5, ha detto: “In Italia c’e’ un problema giustizia, c’e’ un problema di giustizia giusta, c’e’ un problema di efficienza, c’e’ un problema di equilibrio tra l’ordine dei magistrati e il potere politico. Inutile fare come gli struzzi e mettere la testa dentro la sabbia. Per questo abbiamo appoggiato, stiamo appoggiando i referendum radicali". Dunque, “o il Parlamento legifera, oppure si esprimera’ il popolo sovrano attraverso i referendum. Io sono per la responsabilita’ civile dei magistrati, per la separazione delle carriere, per la non obbligatorieta’ dell’azione penale. Questi sono tutti temi assolutamente divisivi, che hanno bisogno di una maggioranza e una opposizione, queste maggioranze o si trovano in Parlamento, o si trovano nel Paese. Per questo noi aderiamo ai referendum radicali, contribuiamo a raccogliere le firme, nell’auspicio che l’anno prossimo, in primavera, si vada a votare, e si riformi in questa maniera l’ordine della magistratura e si renda una giustizia piu’ efficiente nel nostro Paese".

L’attuale governo andrà avanti? “Direi di sì, finchè tiene la maggioranza". E poi spiega: "Quelle che ci sono state questa settimana sono normali dialettiche parlamentari: l’opposizione fa l’ostruzionismo, la maggioranza mette la fiducia, e si va avanti. L’importante e’ avere una strategia, non perdere di vista gli obiettivi, che sono sostanzialmente la salvezza del Paese dal punto di vista dell’economia, ma anche le riforme costituzionali, ma anche la giustizia".

Tornando a parlare anche in trasmissione dell’attesissima sentenza Mediaset, l’ex ministro commenta: “Sono ottimista. Il processo Mediaset nasce sul nulla. I reati che sono stati contestati a Berlusconi erano condonabili, forse non si sa, ma bastava che Mediaset, gli uffici legali, gli uffici fiscali e finanziari di Mediaset, chiedessero il condono, e questo processo non sarebbe mai nato. Se non l’hanno fatto, era perche’ si sentivano tranquillamente a posto come tutti i cittadini cui viene proposto, quando c’e’, il condono e dicono no. Perche’ devo condonare? Non ho fatto nulla di male? Anzi. La cifra che sarebbe stata sottratta al fisco e’ 5 milioni rispetto a circa 400 milioni pagati quell’anno di tasse, ridicolo e irrisorio. Il sedicente capo di tutta questa operazione in quel momento stava facendo il presidente del Consiglio ed era in altre faccende affaccendato, non si occupava certo di affari fiscali delle sue aziende. Per cui, il processo e’ un processo ridicolo e – conclude – credo che i giudici della Cassazione faranno giustizia”.

BONDI, ‘CONDIVIDO PAROLE BRUNETTA’ "Renato Brunetta, con la sua consueta onestà intellettuale e trasparenza umana, ha detto delle cose molto belle in cui mi riconosco pienamente". Lo scrive, in una nota, il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, secondo cui dire come ha fatto Brunetta ‘Sto e starò con Berlusconi perché il dopo Berlusconi non mi importa’ non è una considerazione impolitica, “ma un programma pieno di di moralità e di sapienza politica".