Ha tre presunti colpevoli l’inquietante violenza di gruppo su una ragazzina avvenuta in provincia di Varese a dicembre e resa nota lo scorso 10 gennaio. Tre fermi di indiziato di delitto per violenza sessuale di gruppo su minore e pornografia minorile sono stati infatti emessi nei confronti di altrettanti giovani sudamericani residenti a Busto Arsizio (Varese) che avrebbero stuprato la 14enne e fotografato con i telefonini le violenze. Si tratta di due maggiorenni, rispettivamente di 22 e 20 anni, e di un diciassettenne, che hanno attirato la ragazzina (sua ex fidanzatina) in un bosco dove poi a turno ne hanno abusato.
Come hanno spiegato i carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio (Varese) che hanno condotto le indagini, i fatti che hanno visti protagonisti i giovani fermati risalgono allo scorso dicembre quando i tre, dopo aver avvicinato l’ex fidanzata del piu’ giovane del gruppo, una ragazza di 14 anni di eta’, anch’essa straniera, nei pressi del Museo del tessile, nel centro cittadino, l’hanno fatta salire a bordo di una autovettura per poi recarsi in una zona boschiva fuori dal centro abitato. A quel punto, secondo quanto ricostruito nelle indagini, i tre giovani, a turno, avrebbero consumato un rapporto sessuale con la minore, nonostante l’esplicita opposizione manifestata da quest’ultima e poi il suo disperato tentativo di divincolarsi.
I carabinieri, una volta venuti a conoscenza dell’accaduto, hanno avviato una complessa attivita’ di indagine che ha consentito di costruire ”un robusto quadro accusatorio a carico dei tre indagati” e di indagare i tre sulla base della denuncia della vittima. Sono stati, poi, condotti accertamenti di natura tecnico-informatica su Pc e smartphone appartenenti ai tre ragazzi, ora parzialmente conclusi, che hanno evidenziato ”contenuti multimediali, principalmente foto”, con cui i tre avrebbero immortalato i momenti della violenza in tutta la sua drammatica e ripetuta sequenza. E lo avrebbero fatto per un sadico gioco, ma senza intenti ricattatori come era stato scritto da alcuni giornali. Adesso, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria di Busto Arsizio, sono scattate le misure restrittive a loro carico e i tre ora si trovano in carcere.





























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