Bertinotti, ‘viviamo in una sospensione della democrazia’

Fausto Bertinotti, ex leader del Prc, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha le idee chiare su come ricostruire la sinistra: “Abbassare il vessillo dei partiti, chiudere le sezioni per come sono strutturate adesso. Nell’ottocento mica esistevano i partiti? Ma le idee di sinistra sì. Far rinascere lo spirito, il senso, le idee rivoluzionarie nella grande prateria degli esclusi, in quel popolo disordinato ma vitale. Sono barbari, però siamo nelle stesse condizioni dell’800”.

Secondo l’ex presidente della Camera "il socialismo sembra scomparso, piegato. Simultaneamente alla forma avanzata di capitalismo. Ci avevano detto che il mercato si autoregolamenta. E abbiamo visto: siamo tornati all’800".

Secondo Bertinotti non è più il tempo di destra e sinistra ma di "alto contro il basso. E’ il tempo della post democrazia. Molti sono gli inclusi nel sistema politico, con un partito di governo che è il Pd e un leader con tentazioni autoritarie e una luccicante venatura neobonapartista. Dileggia il ceto dirigente, riduce a un cofanetto le assemblee elettive. Poi ci sono gli esclusi, quelli che stanno fuori, i barbari". E se i barbari votano Grillo commenta: "E meno male. In Francia votano Le Pen".

Secondo Bertinotti il nuovo può nascere "solo da lì. La deriva autoritaria ha preso forma e oramai siamo ingabbiati in una condizione di sospensione della democrazia. Con la legge elettorale che sbarra, ostruisce, esclude e un governo sovranazionale di non eletti che esercita un potere abusivo. Maastricht è stata la nostra rovina e Bruxelles ha commissariato il Parlamento nazionale. Con i risultati che vediamo". Secondo Bertinotti "bisogna rendersi conto che i nostri vessilli non raccontano più e non rappresentano più. Certo che in piazza non sempre il pranzo è di gala, ma quello è il luogo, non altri".

Guardando alla propria storia politica: “Quanti errori però. Uno più di tutti mi brucia: non essermi reso conto che alcuni miei comportamenti potessero essere scambiati per commistione con un ceto somigliante a una casta. Pensavo che la mia vita, la mia giovinezza, la mia storia familiare, il mio lavoro di operaio, le lotte a cui ho partecipato potessero immunizzarmi. Ero così tanto distante da quel mondo e ritenevo che nessuno potesse trafugare il mio volto e cambiargli colore".