La paura delle rapine, dopo quella dello scorso marzo in cui era stata rinchiusa nel bagno del locale, era davvero grande. Ma nessuno pensava che, dopo soli due mesi, i banditi tornassero a ‘visitare’ il loro bar. E che questa volta facessero addirittura fuoco, uccidendo l’uomo della sua vita. Manuela G., 38 anni, la moglie del barista di Pinerolo ucciso in un tentativo di rapina, e’ una donna distrutta dal dolore: ‘Eravamo una famiglia felice, con tanti amici. Ora ho paura per i miei bimbi’ dice fra le lacrime davanti al giardino di casa.
Ieri sera, aveva deciso di tornare nella sua Osasco con i figli di sette e otto anni, prima del solito. ‘I bimbi volevano fermarsi ancora – racconta – ma io ero stanca e ho preferito rincasare’. Poche ore dopo, quando, non vedendo rincasare il marito e’ tornata al bar-sala gioco di corso Torino, la tragica scoperta. ‘Quando ho visto quel corpo per terra, coperto da un telo, mai piu’ avrei pensato fosse lui…’.
A farla piombare nell’incubo sono stati i carabinieri, che hanno avuto il difficile compito di informarla su quanto era accaduto. ‘Mio marito non aveva nemici, lavorava dalla mattina alla sera e era sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno’, ricorda. ‘Non riesco a capire – aggiunge – perche’ sia andato incontro ai rapinatori. Dopo la prima rapina, ripeteva in continuazione che prima c’e’ la famiglia e che avevo fatto bene a consegnare il denaro ai rapinatori’.
Le cose, questa volta, sono andate diversamente e ora Bruno non c’e’ piu’: ‘Ho paura, ho tanta paura – ripete in continuazione la donna fra le lacrime -. Tutti sanno dove abito, temo che qualcuno possa fare del male ai miei bambini’. Sentimenti confusi al dolore per l’improvvisa perdita, che ad un certo punto la spingono persino a definire ‘strana’ la rapina in cui il marito ha perso la vita. Per i carabinieri, invece, sembrano esserci pochi dubbi sul movente dei killer. ‘Spero solo che si faccia giustizia, anche se purtroppo – conclude – il padre dei miei figli non tornera’ piu’…’.





























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