Azzolini salvato dal Senato, ‘sono un ottimo sub…’. Ma è polemica (VIDEO)

"Il numero di voti è frutto di un giudizio e non di un pregiudizio. Se uno vota così, certo che è più garantista. Ma il garantismo significa molto di più. Diciamo che è un passo, un approccio garantista". Così il senatore Ncd Antonio Azzollini commenta in una intervista a Repubblica il suo salvataggio grazie ai voti del Pd che hanno votato contro la sua richiesta di arresto.

"Sono un ottimo sub, capace di stare sotto ed emergere”, aggiunge. “Ho affrontato una vicenda che segna e cambia la vita. Qualcuno dice che c’è molta differenza tra galera e domiciliari, ma non è così: a casa ci sono i bagni più decenti, ma la lesione della dignità è uguale".

Il senatore smentisce la frase volgare sulle suore che gli hanno attribuito: "Terrificante. Di più: ripugnante. Mi crocifiggeva. Non l’ho mai nemmeno pensata. Se non c’è quella frase non c’è concussione: le pare poco?".

Intanto, dopo il voto di Palazzo Madama che ha salvato l’esponente Ncd dagli arresti, è polemica e il dibattito politico è infuocato. "Libertà di coscienza Pd = libertà di pisciare in bocca agli elettori". E’ il tweet tranchant di Beppe Grillo, in merito al voto di ieri al Senato su Azzollini. Il tweet rimanda a un post pubblicato sul blog del leader 5 Stelle, in cui si prende di mira il capogruppo del Pd a palazzo Madama, Luigi Zanda, le cui dichiarazioni a commento del voto di ieri vengono bollate come pronunciate "in stato confusionale".

Zanda, in un’intervista all’Unità, commenta: "Resto sempre sorpreso sulla capacità delle persone di esprimere opinioni nette sull’arresto o la libertà di una persona senza aver letto gli atti. Senza essere stati presenti al dibattito in aula. E senza, in questo caso, far parte del Senato dove, ricordo, c’ è stata una riunione dell’ufficio di Presidenza del gruppo in cui si è a lungo dibattuto su cosa fare. Da qui l’indicazione di tener conto del voto della Giunta e di votare secondo il convincimento di ciascuno". Dopo aver affermato di non essere pentito della mail in cui ha richiamato "in modo inequivoco il voto della Giunta che si era espressa per l’arresto, invitato alla lettura degli atti, precisato che non era in gioco la presunta colpevolezza di Azzollini ma solo il fumus persecutionis”, afferma di essere "contrario all’utilizzo del voto segreto, che nessuno di noi ha richiesto".

Laura Ravetto, deputato di Forza Italia, ad Agora’ Estate su Rai 3, rispetto al voto espresso ieri dal Pd sul caso Azzollini: "Al contrario di quanto accaduto in passato alla Camera, quando il Pd non ha avuto alcun problema a sacrificare in maniera netta dei colleghi, questa volta, in Senato, rispetto a un senatore Ncd, un partito che tiene in piedi il Governo, si comporta in modo diverso".

Pippo Civati, ex Pd ora al Gruppo Misto e fondatore del movimento politico "Possibile": "La Serracchiani ha ragione quando dice che il Pd dovrebbe chiedere scusa. Io, se fossi stato in Senato, avrei votato secondo le indicazioni della Giunta". "Dalla prima Leopolda io sono invecchiato, Renzi meno. Ma ha fatto carriera, anche se non sulla linea che immaginavamo", aggiunge Civati.

"Non conosco le carte, ma credo che avrei votato a favore dell’arresto". Lo dichiara Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. “Mi sembra che i senatori non abbiamo votato guardando le carte", aggiunge.