Attentato a Parigi, Alfano: al momento nessun rischio per l’Italia

Italian Interior Minister Angelino Alfano talks to the press on October 8, 2013 before a Justice and Home Affairs Council meeting at the Kirchberg Conference Center in Luxembourg. EU interior ministers are meeting amid increased calls after the Italian disaster for a coordinated response to tackle a growing influx of refugees and economic migrants. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

Angelino Alfano, ministro dell’Interno, nell’informativa urgente alla Camera dopo la strage alla redazione di ‘Charlie Hebdo’, spiegando come l’analisi di Intelligence e forze dell’ordine "sia fondata su indicatori di contesto che prescindono da riferimenti a pericoli concreti o attuali di cui sia stata avvertita la presenza", ha detto: "Non abbiamo, in questo momento, segnali che indichino l’Italia o interessi italiani esposti a specifici fattori di rischio".

Sulla possibilità di istituire una Procura nazionale antiterrorismo "ho sentito poco fa il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Abbiamo stabilito che faremo riunioni con gli uffici giudiziari per uno scambio di opinioni sull’ipotesi".

Quello dei foreign fighters, ha sottolineato il titolare del Viminale, non è l’unico fattore di potenziale rischio per l’Italia "essendo l’Italia esposta all’insidia terroristica per altre consistenti ragioni, la prima delle quali è rinvenibile nel privilegio di ospitare la massima autorità del cattolicesimo, a volte additata nei farneticanti messaggi ai Al Bagdadi tra i possibili bersagli. Inoltre la tradizionale vocazione atlantista del nostro paese e l’amicizia con gli Stati Uniti rappresentano altri fattori di potenziale esposizione al fondamentalismo terrorista".

Dei 53 foreign fighters che "hanno avuto a che fare con l’Italia" 4 di essi "hanno cittadinanza italiana come il genovese Delnevo morto in combattimento ad Aleppo e un giovane marocchino naturalizzato che si trova attualmente in un altro paese europeo". "La quasi totalita’ di queste persone e’ ancora attiva nei territori di guerra mentre la restante parte, minoritaria, e’ deceduta in combattimento o detenuta in altri paesi. Per gli altri residui casi i nostri sforzi sono concentrati per monitorare ed evitare il loro rientro in Italia".

Alfano, riferendosi al provvedimento anti terrorismo che si accinge a presentare al Consiglio dei ministri: serve uno "spirito di coesione del parlamento" italiano che in questo momento sembra "appannato, a tratti, da alcune polemiche".