Assunzioni alla Farnesina, nuovo rinvio. Borghese (MAIE): “Un vero disastro, ma in mano a chi siamo noi italiani all’estero?”

“Come Movimento Associativo Italiani all’Estero insieme al nostro Presidente Ricardo Merlo stiamo già valutando di presentare un’interrogazione parlamentare e organizzare mobilitazioni davanti ai Consolati di tutto il mondo per chiedere al governo il perché di questo ennesimo rinvio”

“La notizia è di queste ore: il concorso per le 375 nuove assunzioni al ministero degli Esteri, dopo essere stato spostato da marzo a giugno, subisce un altro rinvio e viene rimandato a settembre. Questo significa che il nuovo personale entrerà a lavorare alla Farnesina intorno al mese di marzo del prossimo anno. Un vero disastro”. Lo dichiara in una nota l’On. Mario Borghese, vicepresidente MAIE.

“Ricordiamo – prosegue l’eletto all’estero – che i fondi per queste nuove assunzioni sono stati trovati nella legge di stabilità del 2019 e del 2020, grazie all’impegno e alla volontà politica dell’allora Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE. Dunque, soldi ottenuti nel 2019 e personale in arrivo – forse – nel 2022, tre anni dopo. E intanto gli italiani nel mondo continuano ad avere a che fare con una rete consolare che funziona a singhiozzo e con servizi consolari inefficienti a dir poco. E’ davvero una vergogna”.

“Come Movimento Associativo Italiani all’Estero insieme al nostro Presidente Ricardo Merlo stiamo già valutando di presentare un’interrogazione parlamentare e organizzare mobilitazioni davanti ai Consolati di tutto il mondo per chiedere al governo il perché di questo ennesimo rinvio, che causerà gravi ritardi all’arrivo di nuovo personale, quando invece nuovi impiegati sarebbero necessari già domani mattina per migliorare un servizio che dall’arrivo di questo governo si è degradato a livelli inaccettabili. Certo – è la riflessione dell’On. Borghese -, se il premier Draghi non ha mai neppure menzionato gli italiani all’estero, e se il Sottosegretario agli Esteri Della Vedova è un dirigente politico che di politiche per gli italiani all’estero conosce zero, le conseguenze erano già scontate fin dall’inizio. Forse c’era da aspettarsi di vedere situazioni come quella che vi abbiamo raccontato. Ma se premier e Sottosegretario ci ignorano e ci tengono fuori dalle loro priorità politiche, chi penserà, a livello di esecutivo, a difendere gli interessi e i diritti di noi italiani oltre confine?”.