L’Argentina e’ una delle patrie degli italiani all’estero. Tuttavia, ricorda il quotidiano "Clarin", dalla visita nel 1998 dell’allora primo ministro Romano Prodi, nessun capo del governo italiano si e’ piu’ recato in Argentina. Anche per questa ragione si preannuncia importantissima la visita a Buenos Aires del premier italiano Matteo Renzi. Il presidente argentino Mauricio Macri ricevera’ il suo collega domani: i due leader visiteranno i cantieri dei lavori per la linea metropolitana Sarmiento, un’opera monumentale che Macri vuole rilanciare e nella quale vuole ampliare la partecipazione della societa’ italiana Ghella. Renzi viaggia con cinque funzionari, e dopo aver visitato Sarmiento terra’ una riunione con Macri alla Casa Rosada, alla quale seguira’ un pranzo di lavoro. Per l’Argentina, tra i partecipanti all’incontro ci saranno Susana Malcorra (ministro degli esteri), Marcos Pena (capo di Gabinetto), Fulvio Pompeo (segretario per gli Affari strategici) e l’ambasciatore dell’Italia a Buenos Aires, Teresa Castaldo.
La visita di Renzi all’Argentina, scrive il quotidiano, costituira’ l’occasione per rilanciare un rapporto storico e promuovere la cooperazione in vari campi. I due governi hanno gia’ in programma una serie di visite reciproche dei ministri nei prossimi mesi che avranno il compito di firmare accordi in materia di cultura, difesa, lotta alla corruzione, e commercio. Gia’ oggi, al suo arrivo a Buenos Aires, Renzi visitera’ la scuola italiana Cristoforo Colombo e nel pomeriggio partecipera’ a una conferenza organizzata dal rettore della Universita’ della capitale argentina, Uba, Alberto Edgardo Barbieri.
Il fatto che nel pieno della crisi istituzionale europea, della crisi migratoria e delle turbolenze vissute dall’economia italiana nelle ultime settimane, il premier abbia deciso di effettuare una visita di due giorni in Argentina, riflette non solo l’armonia tra i leader dei due paesi, ma anche il fatto che l’Argentina stia "concretizzando il suo ritorno sulla scena europea". L’agenda con l’Unione Europea e i suoi 28 Stati membri era stata infatti "pesantemente penalizzata negli ultimi anni di governo kirchnerista", sostiene il quotidiano.





























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