Alluvione Genova, se il sindaco fosse stato di destra – di Leonardo Cecca

Rigirare il coltello nella piaga è doloroso, ma è ancor più doloroso costatare lo sconcio oltre il limite del voltastomaco che avviene presso le nostre amministrazioni, che, mentre si strappano le vesti piangendo miseria tanto da sostenere di non poter soddisfare nemmeno le esigenze delle mense scolastiche, sperperano denaro nel modo più perverso.

Regione Siciliana a parte, che in quanto a sperpero non solo è una vergogna nazionale ma mondiale, ci sono una miriade di amministrazioni che "quatte quatte cacchio cacchio" usano denaro pubblico per riempire le saccocce ai soliti noti. Mi riferisco ai vari bonus elargiti a livello regionale, provinciale e comunale. Sarebbe già indecente, considerato anche l’attuale periodo di crisi, elargire bonus a chi svolge coscienziosamente un lavoro già lautamente ricompensato, ma estenderli anche a chi ha svolto male il lavoro, sempre lautamente retribuito (vedasi il caso di Genova), mi sembra un caso degno di un rigoroso intervento della magistratura.

Casi come quello di Genova interessano tutte le amministrazioni senza distinzione di colore, ma, purtroppo, il nostro sistema democraticamente corretto vede soprattutto le porcherie fatte dal centro destra in quanto quelle commesse dagli illuminati "democraticamente corretti e progressisti" sono al massimo delle semplici sviste.

Tanto per intenderci: se l’attuale disastro di Genova fosse accaduto con Berlusconi premier e presidente di Regione Liguria e Sindaco di Genova (gran elargitore di bonus) berlusconiani, la sinistra con i compari sindacati avrebbe fatto una rivoluzione e la magistratura a scopo cautelativo avrebbe già messo in galera i "presunti" colpevoli. Speriamo che questa volta non accada quanto avvenne nel 2009 all’Aquila appena dopo il sisma, quando il Comune, guarda caso guidato dalla sinistra, procedette all’appalto con la formula "affidamento diretto" di lavori per 50 milioni relativi alla "selezione e smaltimento delle macerie" ad una ditta fino a poco tempo prima inattiva e che cambiò proprietario poco prima dell’ufficializzazione dell’affidamento dei lavori. Vabbè, questa è l’Italia che persone arroganti, incapaci ma profondamente democratiche e progressiste stanno plasmando senza un minimo di vergogna.