Alle aziende italiane piace il detective… – di Roberto Zanni

Leader mondiale nell’affrontare e mitigare i rischi. Così si autodefinisce la Kroll, società americana, con sede a New York, che dal 1972 opera nel campo delle investigazioni, e non stiamo parlando del marito sospettoso che manda il detective a pedinare la moglie… D’altra parte siamo nell’epoca delle spie, forse lo eravamo anche prima, ma adesso il ‘Grande Fratello’ è diventato una famiglia così grande che ce ne sono tanti di fratelli, cugini e così via che non si può nemmeno contarli. Siamo pedinati al computer e per telefono, sotto l’occhio vigile di migliaia di telecamere quando siamo per strada, adesso poi con le ultime rivelazioni del ‘pentito’ USA che ha messo nei guai l’amministrazione Obama, tutto ciò che prima era possibile sospettare, adesso è diventato realtà. La privacy si è trasformata in una parola che fa solo ridere, ma per tornare a parlare seriamente, quando si tratta di investigare, pedinare, raccogliere informazioni, allora tutto si trasforma, anche, in un grande affare economico.

Jules B. Kroll, quando nel 1972 ha fondato la sua agenzia investigativa, al tempo stesso ha inventato la moderna società che indaga nel mondo delle grandi aziende. E la Kroll, dal suo quartier generale di New York, ha fatto in fretta ad allargarsi: negli Stati Uniti ha sedi da Est a Ovest, a cominciare da Chicago, poi Philadelphia, Los Angeles, Eden Praire, Nashville, San Francisco, Dallas, Washington DC e Miami, e quest’ultimo ufficio guida tutta la rete che si dipana nell’America Latina, che comunque ha succursali in Brasile, Argentina e Messico. Poi c’è il Canada con Toronto, l’Africa e il Medio Oriente. E non poteva mancare l’Europa, dall’Inghilterra alla Spagna, Italia compresa, dove la Kroll sta avendo un grande successo.

La Kroll tra i suoi detective, ha ex agenti della CIA e della FBI, ex poliziotti, ma anche chi una volta faceva il giornalista nel ramo finanziario, poi ancora analisti e addirittura premi Pulitzer. Ecco che allora con questo esercito di esperti, in ogni settore, la Kroll si è trasformata in un punto di riferimento unico per quelle aziende, grandi e piccole, soprattutto le prime, che necessitino di persone esperte che sappiano indagare. La Kroll, tanto per fare un esempio, alla fine dell’anno scorso, ha pubblicato un ‘Cyber Security Forecast 2013’, previsioni su quello che succederà, e servirà, nel mondo del cyber, sui problemi che attanagliano la sicurezza informatica e le migliori strategie per affrontare le situazioni connesse. Ecco che allora anche in Italia, nonostante i tanti problemi che già ci sono, le aziende non ci pensano troppo nell’ingaggiatore l’investigatore privato, anche se, per esempio, un pedinamento eseguito dalla Kroll costa almeno 200 euro l’ora. Prezzi non certo alla portata di tutti, ma denaro che sembra proprio speso bene, si può andare da una tariffa minima di 12 mila euro fino ad arrivare a qualche milione, dipende dai casi ovviamente. Ecco allora che la divisione italiana della Kroll è balzata da un utile di 21.000 euro di due anni fa a oltre 200.000 dell’ultimo esercizio, un salto notevole, anche se nell’ultimo bilancio sono stati presi in considerazione 12 mesi invece dei 9 di quello precedente.

Quali sono i campi specifici più gettonati in Italia? Si va dalla fuga di notizie, ma un altro settore molto importante riguarda le indagini relative all’affidabilità di un possibile partner, soprattutto se straniero, ma anche sul singolo, per avere informazioni su quello che è, o può diventare un dipendente al quale affidare mansioni importanti. Poi episodi di corruzione interna e infine, quello che sta assumendo sempre una maggior importanza, il cyber crime, con aziende in cerca di protezione, nei confronti degli hacker, sia in funzione preventiva che riparatoria. E in questo clima di continua caccia, un consuntivo pubblicato dalla Kroll alla fine nel 2012 ha mostrato come sia in crescita la clientela italiana. Fino al 2007 il 70% delle indagini era effettuato su richiesta straniera, nell’ultimo anno si è passati invece a un 90% di clientela italiana: basta un niente, soprattutto in questi periodi di crisi economica dilatata, per compromettere le sorti di una azienda, da un frode interna all’investimento sbagliato o un contenzioso finito nel modo peggiore. E per cercare di evitare tutto questo meglio affidarsi all’investigatore privato. Meglio ancora se americano.