Alitalia, Lupi: primo interlocutore resta Air France

Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, intervenuto a Effetto Giorno, su Radio24, in merito all’ecotassa e alla ridiscussione del contratto con il consorzio guidato da Autostrade, ha detto: "Siamo abituati a non intervenire sulle questioni interne degli altri paesi, siamo stupiti delle dichiarazioni del ministro. Ritengo che Moscovici abbia sbagliato. Sono sicuro che non possa essere la posizione del governo francese. Ciò che ci ha stupito di più è che il ministro dell’Economia si sarebbe dichiarato stupefatto per il fatto che un contratto per la costruzione e gestione del sistema di pedaggio per mezzi pesanti sulla rete nazionale sia stato attribuito ad una società straniera. Questo non è accettabile, nel senso che siamo tutti in Europa, si fanno gare europee ad hoc. Se grazie a dio anche l’Italia ha delle eccellenze che, non solo partecipa alle gare, e poi le vince. Un conto – prosegue Lupi – sono le politiche del governo francese, un conto è il rispetto delle gare europee, del mercato e l’attuazione dei contenuti di questa gara. Abbiamo detto che il governo italiano su questo starà molto attento, non intervenendo nel merito perché non spetta a noi. Mi auguro innanzitutto che il ministro Moscovici dica che c’è stata un’incomprensione o un errore, ma in ogni caso che le regole si rispettano e valgono per le aziende francesi quando vengono in Italia e devono valere per quelle italiane quando vanno in Francia".

Per ciò che riguarda il caso Alitalia, “il primo interlocutore rimane comunque Air France", ma nel caso non sottoscrivesse l’aumento di capitale "la possibilità di cercare sul mercato nuovi partner, credo sia un dovere della società Alitalia ma anche compito istituzionale di uno stato che ritiene il trasporto aereo internazionale strategico".

Dopo lo scontro con i Francesi per la vicenda dell’ecotassa, Lupi tiene a sottolineare che i rapporti con Parigi sono ottimi e che incontrerà il 20 novembre a Roma il suo omologo d’oltralpe per un bilaterale. "Sapendo che stiamo parlando di interlocuzioni tra imprese private, il ruolo strategico che il governo italiano e francese possono giocare sul tema del trasporto aereo e delle grandi alleanze internazionali, certamente ci vedrà discutere e collaborare", dice. "Io ho profondo rispetto del mercato, e così rispondiamo anche a chi in Europa ha ventilato che noi avremmo agito su Alitalia per aiuti di stato. Non solo non lo potevamo fare ma non lo vogliamo fare. Air France deve decidere entro il 16 novembre se sottoscrivere l’aumento di capitale, se ritiene strategica industrialmente la partnership con Alitalia, deve sottoscrivere l’aumento di capitale, anche perché ha un vantaggio da un punto di vista dei patti parasociali, se non dovesse sottoscrivere l’aumento di capitale, allora scende e si diluisce al 10%. A quel punto, si apre la possibilità di cercare sul mercato nuovi partner, ritenendo noi indispensabile per la sfida del mercato un’alleanza internazionale forte".