Aereo abbattuto, registrazione chiama in causa i separatisti ucraini

Il principale imputato dell’abbattimento di un volo della Malaysia Airlines ieri, sui cieli dell’Ucraina Orientale, e’ un sistema missilistico antiaereo di produzione russa, il C-300 "Buk". Lo scrivono fonti di stampa Usa, che citano i dati raccolti da satelliti e aerei spia statunitensi al momento del disastro.

In servizio dalla fine degli anni Settanta, il Buk e’ in grado di intercettare e abbattere obiettivi multipli quali missili da crociera, elicotteri e velivoli in volo ad alta quota con una precisione sino al 90 per cento. Il sistema e’ impiegato sia dalle Forze armate russe, sia da quelle ucraine, che nei giorni scorsi hanno entrambe schierato lanciatori mobili nell’area del tragico incidente. E tra Russia e Stati Uniti ed Ucraina e’ gia’ cominciato uno scambio di accuse reciproco: "La responsabilita’ di questa tragedia non puo’ che ricadere sullo Stato in cui essa e’ accaduta. Questo non sarebbe successo se in Ucraina regnasse la pace", ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin.

La Casa Bianca si e’ detta impegnata nelle indagini, ma il governo statunitense ha gia’ escluso le Forze armate ucraine dal banco degli imputati. I servizi di sicurezza ucraini hanno invece diffuso la registrazione di quelle che sostengono essere conversazioni radio tra ufficiali separatisti e dell’intelligence militare russa, e che a loro dire provano la colpevolezza di questi ultimi nel tragico abbattimento dell’aereo di linea malese.

Tra le voci udibili nella registrazione, riproposta dalla stampa statunitense, le autorita’ ucraine sostengono di aver identificato quella di Igor Bezeler, uno dei leader del movimento separatista russo. La "Washington Post" non puo’ confermare l’informazione, ma ha verificato la traduzione dell’audio, dove una frase puo’ essere tradotta, a seconda del contesto, come "Abbiamo appena abbattuto un aereo" oppure come l’esatto contrario: "Hanno appena abbattuto un aereo".

La seconda porzione dell’audio, che la traduzione delle autorita’ ucraine descrive come la conversazione tra due "terroristi", discute l’abbattimento del velivolo da parte di "Cosacchi" presso il checkpoint di Chernukhin, 20 chilometri a nord dal punto dello schianto. In una terza conversazione, altri "terroristi" sembrano rendersi conto di aver abbattuto un aereo civile, e descrivono la scena dello schianto: "Ci sono molti corpi di donne e bambini. Questa volta i Cosacchi hanno fatto davvero fiasco. Alla tv dicono fosse un An-26 da trasporto, ma c’e’ scritto ‘Malaysian’ sui resti della carlinga. Che ci faceva nello spazio aereo ucraino?" scandisce la voce riproposta dalla registrazione audio.

L’aereo di linea abbattuto ieri in Ucraina, un Boeing 777-200 in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, recava a bordo 298 tra passeggeri e membri dell’equipaggio, e non si conta alcun sopravvissuto. I rottami del velivolo, che volava a 10mila metri di quota, sono disseminati in un’area di 15 chilometri. Tra i passeggeri si contano 154 cittadini olandesi, 43 malesi, 27 australiani 12 indonesiani e passeggeri da Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Filippine e Canada.

Le autorita’ statunitensi hanno escluso la possibilita’ che il velivolo sia stato abbattuto da un aereo da combattimento ucraino, e hanno gia’ imputato l’incidente a un missile lanciato dalle Forze armate russe o dai separatisti ucraini sostenuti dal Cremlino. Le accuse ai separatisti sono state reiterate dal ministero dell’Interno ucraino. I separatisti sostengono di non disporre di sistemi d’arma in grado di abbattere velivoli di grandi dimensioni in volo ad altitudini cosi’ elevate. I ribelli affermano anche di aver recuperato la scatola nera del velivolo, che si e’ schiantato nell’area teatro degli scontri armati tra truppe regolari ucraine e separatisti russofoni. L’abbattimento del velivolo resta un mistero: i velivoli d linea, infatti, sono facilmente distinguibili da quelli militari grazie alla loro traccia radar.