A Tunisi patronato Inca/Cgil per africani che vogliono lavorare in Italia – di Leonardo Cecca

Con quello che succede in Italia non mi ci raccapezzo più, sembra sempre di più un frega frega, dove ognuno escogita proclami per raccattare consensi per poi un domani godere di una buona poltrona. Esempi eclatanti ne abbiamo in abbondanza. Quanti sindacalisti sono entrati in Parlamento e hanno occupato importanti scranni? Tanti.

Da un po’ di tempo tutti in Italia, compresa la Cgil, predicano che c’è la necessità di creare posti di lavoro in quanto la disoccupazione aumenta. I conti non tornano e sembra che qualcuno ciurli nel manico per reconditi, non tanto, motivi.

Oggi 26 novembre il patronato Inca, unitamente alla Flai Cgil, ha aperto uno sportello di informazione e di orientamento nientemeno che a Tunisi per tutti i lavoratori del Nord Africa che desiderano venire in Italia per trovare un lavoro. E’ veramente sconcertante costatare come un sindacato nostrano, che si mantiene con il tesseramento dei lavoratori e pensionati italiani e con i cospicui contributi e altrettanto cospicue agevolazioni dello Stato, spenda tanto denaro per un’iniziativa del genere.

Il fatto che noi "buonisti, altruisti e calabrache" non lasciamo che siano i sindacati e/o le varie organizzazioni esistenti nei vari paesi a informare ed orientare i loro connazionali lascia perplessi e fa sorgere tanti tanti dubbi. Che si voglia trasformare l’Italia in una sorta di dependence africana, oppure in un corridoio di transito per raggiungere gli altri paesi europei? Difficile capirlo, quello che è sicuro è che saremo sempre di più invasi, avremo meno posti di lavoro a disposizione per gli italiani e grande sperpero di denaro. Se questo è un sistema per risollevare le sorti economiche ed industriali del nostro Paese significa che qualcuno non ha capito niente oppure…