A Miami per Ginobili senza badare a spese – di Roberto Zanni

La finale NBA è anche una passerella. E visto che Miami ormai è diventata una cliente fissa nell’ultimo appuntamento della stagione, terzo anno consecutivo che centra la serie che consegna l’anello, ecco che i grandi nomi dello spettacolo e dello sport non perdono l’occasione per farsi vedere. È passata Rihanna, si è visto il campione del mondo Floyd Mayweather, l’altra sera c’erano Justin Bieber e David Beckham, ma anche il rapper Flo Rida. Il parterre della ‘Triple A’, l’American Airlines Arena, è diventato un ritrovo per celebrità e per chi non guarda al costo del biglietto. Per gara 7, contro Indiana, la partita decisiva che ha dato il pass agli Heat per la finale, biglietti per la prima fila, quelle poltroncine che ti fanno stare quasi in campo, costavano fino a 6-7.000 dollari, come dire due mesi di stipendio per chi ha un buon posto di lavoro. Ma il passaggio dalla finale di Conference a quella per l’anello è tutta un’altra cosa, si arriva proprio dove più in alto non si può. E allora ecco che anche il prezzo dei biglietti si adegua e tanto. Un posto in parterre questa sera o domenica, seconda partita in casa per Miami (poi ci si trasferirà a San Antonio) è stato venduto anche a 17.500 dollari. Una cifra davvero esagerata, ma, a differenza di quello che si potrebbe pensare, chi spende così tanto non lo fa per LeBron James, il più forte giocatore del mondo, l’atleta capace da solo di ribaltare una partita, ma sono i giocatori stranieri ad attirare l’attenzione più elevata. Se i Miami Heat non hanno giocatori internazionali, a parte il canadese Anthony, che tra l’altro viene impiegato davvero poco, diverso è il discorso per i San Antonio Spurs. Ci sono innanzitutto i francesi: Tony Parker e Boris Diaw, in particolare il primo che è il fulcro del gioco degli Spurs, il playmaker, la mente della squadra, ma anche l’ex marito dell’attrice Eva Longoria, la quale, c’è da scommetterci, non si farà vedere nel parterre di Miami. Ma probabilmente il giocatore più ‘desiderato’, dai tifosi che arrivano dall’estero, è Manu Ginobili, l’argentino di Bahia Blanca, che in Italia, prima a Reggio Calabria e poi a Bologna, sotto la bandiera della Virtus, ha trovato il proprio trampolino che l’ha fatto poi diventare una stella della NBA.

Ginobili, e può sembrare quasi incredibile, al Draft del 1999 fu chiamato da San Antonio con il numero 57 e le scelte si fermano al 60. Ma da quando nel 2002 è sbarcato in Texas subito si è trasformato in uno degli elementi chiave degli Spurs: San Antonio con l’apporto dell’italoargentino (ha doppia nazionalità) ha infatti vinto tre anelli, nel 2003, 2005 e 2007, dopo che in Italia di titoli ne aveva vinti due, assieme a una Coppa dei Campioni. Nel 2004 poi, con la maglia della nazionale argentina, Manu ha conquistato anche un oro olimpico, successo che l’ha fatto diventare uno dei più grandi giocatori nel storia del basket in Argentina. Ecco perchè da questa sera arriveranno un po’ da tutte le parti per vedere proprio Manu Ginobili e anche Tony Parker, la parte non americana di questa finale, ma che ha tutto per rivelarsi decisiva per l’esito conclusivo.

E per rimanere sempre in ambito internazionale, visto che a Miami di brasiliani ne arrivano sempre, non si deve dimenticare nemmeno Tiago Splitter, un altro sudamericano in vetrina per la finale della NBA. "Generalmente i San Antonio Spurs non sono una gran scelta per noi – ha spiegato Michael Lipman, broker che attraverso la società White Glove International si occupa di vendere i biglietti alla clientela di altissimo spessore, tra cui Justin Bieber, per fare un esempio, e i tanti sceicchi arabi che sbarcano in Florida, o in altre parte degli States, per seguire gli avvenimenti più importanti – ma adesso sono bersagliato da richieste, da parte di atleti professionisti, o gente che ha rapporti con loro, da ogni parte del mondo e ho appena venduto qualche parterre per 17.500 dollari". Ma se, per tornare a livelli più umani, i biglietti più economici per questa sera sono stati venduti a 200/250 dollari, per gara 2, gli stessi posti avranno un prezzo raddoppiato, dai 400 ai 500 dollari. Perchè? L’effetto domenica.