A casa di Mr. Obry, il ‘chirurgo’ delle Ferrari – di Roberto Zanni

C’è un mondo dove il lusso e la stravaganza non hanno confini. Un mondo fatto di tanti milioni di dollari che contarli diventa impossibile. È il regno dei ‘super ricchi’, ma anche loro, che hanno tutto, a volte, d’accordo poche, sono costretti a mettersi in fila, ad accettare quello che noi, comuni mortali, siamo abituati a fare se non ogni giorno molto spesso.

Avete mai visto dei miliardari in fila? Probabilmente no, ma a Neenah, nel Wisconsin, questo succede. Ok, non è una fila come quella di qualche ufficio amministrativo, è una fila virtuale, ma che comunque esiste. Chi è riuscito in questa impresa è un signore sessantenne,americanissimo, si chiama Wayne Obry ed è diventato una celebrità, tra i miliardari, ossequiato e temuto, perchè un suo no è impossibile da essere accettato. Un suo rifiuto può mettere davvero in crisi. Perchè Mr. Obry è una celebrità, è il miglior restauratore d’auto al mondo, è specializzato in Ferrari e quando c’è da sistemare, anche solo poco, una Rossa si deve andare da lui. È il miglior ‘chirurgo’ che ci possa essere e quando si parla del top, del massimo, non importa dove si trovi, perchè si deve andare da lui. Ecco spiegato perchè Mr. Obry e la sua ‘Motion Products’ sono il desiderio di chi ha una Ferrari, e negli States sono tanti, di chi deve restaurarla, di chi deve metterla in passerella in qualche concorso di bellezza oppure venderla a un’asta, ma anche solo chi vuole che la propria Rossa sia come quando era uscita dalla fabbrica di Maranello. E per una volta i soldi non possono fare nulla, se c’è una lista d’attesa di 18 mesi bisogna solo aspettare. "Solo perchè hai qualche dollaro puoi influenzare quello che stiamo facendo? – parole di Mr. Obry – Puoi cambiare gli impegni che abbiamo preso con altri miliardari? Non succede qui".

Sono ormai 35 anni che Wayne Obry restaura auto. "Ho cominciato chiedendo un prestito sulla mia assicurazione sulla vita – ha raccontato recentemente – ho cominciato nel 1978, senza nessuna formazione, ero solo uno che andava matto per le auto". Nato a Shiocton, sempre nel Wisconsin, nel 1953 Mr. Obry ha cominciato in una scuola per carrozzieri, il primo lavoro la verniciatura di un grande camion, dopo che aveva imparato come si smerigliava. Poi il passaggio tra gli aerei, sempre verniciando. "Con l’esperienza dei camion, applicata ai jet, ho imparato la totale perfezione e la raffinatezza". Poi qualche lavoretto sulle auto che faceva appena fuori dal suo garage, eseguiti talmente bene che un giorno un cliente, così soddisfatto, la sua Cobra era tornata nuova, gli raccontò che Joe Marchetti, importatore d’auto di Chicago e lui stesso restauratore, aveva una Ferrari da sistemare. Obry prese la sua di macchina e andò a Chicago. "Se mi fai un buon lavoro ti darò, due, tre, quattro Ferrari alla volta – gli disse Marchetti – se lo fai male, di Ferrari non ne toccherai mai più una". Quando Obry riconsegnò la Ferrari, Marchetti riuscì a venderla in nemmeno dieci minuti. Ecco, la leggenda era nata. "Da quel giorno ho cominciato a comprare libri sulle Ferrari – così prosegue la storia di Obry – ma ho dovuto anche imparare come comportarmi con persone benestanti". Poi l’affitto di un fienile, che apparteneva a un caseificio, per 125 dollari al mese, di più non si poteva permettere: lì rimetteva a nuovo le Ferrari, ma anche i trattori. Lavorava 16/18 ore al giorno, non vedeva quasi mai la moglie e nemmeno la figlia. Poi nel 1983 la prima crescita dell’azienda, con i partners Bill Murphy e John Kies. Ma la vera specializzazione per le Ferrari arrivò quando gli diedero una 250 LWB California Spyder del 1958, doveva essere rimessa a nuovo per delle mostre, compresa quella celeberrima di Pebble Beach. Quella Rossa, finita appena la notte precedente il primo concorso di bellezza, li vinse tutti e si sa una tira l’altra…

Le Ferrari più preziose che arrivano alla Motion Products sono quelle degli anni ’50 e ’60, valore che può andare dai 10 fino ai 30 milioni di dollari e che alle spalle hanno una storia fatta di gare. C’è una ragione perchè Enzo Ferrari realizzava così pochi esemplari dei propri modelli: cercava di controllare la qualità e voleva solo piloti professionisti. "Ogni Ferrari con alle spalle una storia di corse  automobilistiche ha un enorme valore – ha aggiunto Mr. Obry – è l’importanza della storia". Ecco allora come Wayne Obry e le sue Ferrari sono ormai una cosa sola: il ‘chirurgo’, il mago delle Rosse si sta crescendo anche una nuova generazione di ‘restauratori’, ma lui sarà sempre lì: "Questi ragazzi lo sanno, mi ritirerò soltanto il giorno in cui crollerò, nel mio laboratorio".