Voto all’estero, Europa | Centrodestra in tilt, Petta accusa: “Pessina ci ha venduti a Lega e Fdi”

Gerardo Petta, coordinatore Fi in Svizzera, non è stato candidato nella lista del centrodestra in Europa. Però sono in lista alcuni perfetti sconosciuti e la lista per il Senato, osserva Petta, sembra essere stata fatta apposta per far vincere Fantetti, dopo che era sparito per cinque anni. La conclusione? “Caro Pessina, faresti meglio a dimetterti”

Gerardo Petta, coordinatore di Forza Italia in Svizzera, è stato escluso dalla lista di centrodestra presentata nella ripartizione estera Europa. E ha un diavolo per capello.

In un messaggio inviato ai coordinatori Fi a lui vicini e allo stesso Sen. Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia, Petta ne dice di tutti i colori contro il centrodestra. Ne ha davvero per tutti, per Forza Italia, per la Lega e Fratelli d’Italia; e poi spara ad alzo zero contro Guglielmo Picchi, leghista che si è occupato delle liste estere, e anche contro Pessina, tra gli altri.

Pessina ci ha venduti alla Lega e a Fratelli d’Italia”, scrive Petta, “egli era a conoscenza di tutto, ma ci ha nascosto fino alla fine la verità sulle candidature e proprio per questo era contrario alle mie insistenze, per un incontro con gli onorevoli Valentini e Fontana che inizialmente dovevano occuparsi della valutazione dei candidati. Poi il tutto è andato nelle mani di Malan”, che secondo Petta è “un altro incompetente, che senza scrupoli ha avallato decisioni assurde e controproducenti per FI”.

Il connazionale residente in Svizzera chiarisce: “Non vorrei che pensaste che io sia incazzato solo perché escluso, per far posto a due emeriti sconosciuti alla comunità italiana all’estero, cioè Matteo Cerri e Stefania Rulfi, entrambi residenti in Inghilterra, come il ritorno, inaspettato per noi, di Fantetti, premiato addirittura da capolista, dopo cinque anni di silenzio, ma a conoscenza sia di Pessina che di Malan”.

“Eppure Pessina – prosegue – sapeva benissimo che Fantetti è il cavallo di Troia di Picchi, il vero regista di quest’operazione. Ora i candidati di FI alla Camera sono accerchiati da 6 altri candidati di FdI e Lega e quindi in minoranza. Al Senato poi essendoci 2 prestanomi per la Lega e una certa inconsistente Stefania Rulfi, messa lì per togliere il posto a Salvatore Albelice, altro escluso, per Fantetti ci sono ottime possibilità di venir eletto, in quanto i voti saranno convogliati tutti su di lui. Però Fantetti alla prima occasione seguirà Picchi alla Lega”.

Petta, con epiteti che su ItaliaChiamaItalia vogliamo censurare, descrive un Vittorio Pessina completamente nelle mani di Picchi. Secondo Gerardo Petta il senatore o è troppo ingenuo, per così dire, oppure “è complice di questa operazione”, che Picchi “ha pilotato egregiamente”.

Gerardo Petta

Petta si ritrova fuori dalle liste anche perché, a suo dire, Pessina avrebbe scelto Alessandro Zehenter, residente in Spagna, a Barcellona, “a discapito della Svizzera, Paese in cui risiedono circa 600mila italiani, quattro volte quelli della Spagna”. Per Gerardo Petta questo fatto è qualcosa di inconcepibile, un errore di strategia, uno smacco troppo forte alle forte comunità italiana residente in Svizzera.

Rivolgendosi direttamente a Pessina, Petta lancia la sua accusa: “Hai preferito distruggere il partito all’estero”, “ora il mio pacchetto di voti in Svizzera, a causa della mia esclusione, non andrà a favore della lista di centrodestra, bensì di nessuno. I plichi elettorali verranno cestinati”.

E ancora: “Caro Pessina, ti suggerirei di dimetterti dal ruolo che ricopri per FI all’estero il prima possibile”. Dopo avere assicurato che informerà il presidente Berlusconi di tutta la situazione raccontata, in conclusione Petta annuncia: “Il mio impegno per FI è terminato, siete stati capaci di uccidere la mia passione politica, ma ora aspettatevi la mia dura reazione, che è solo iniziata”.

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