Italiani morti in Repubblica Dominicana, l’Ambasciata non consentirà alcuna discriminazione

I casi sono ancora oggetto di indagine da parte delle autorità dominicane. L’Incaricato d’Affari, Livio Spadavecchia: gli italiani nella Repubblica Dominicana sono tutelati, tutti, senza discriminazione di sorta. Siano iscritti AIRE o no

Santo Domingo – Questa mattina sono stato all’Ambasciata d’Italia per questioni riguardanti una mia pratica personale. Con l’occasione, ho potuto dare un’occhiata intorno e mi sono reso conto che i lavori per rimettere in sesto la nostra sede diplomatica, dopo oltre due anni di chiusura e abbandono, dopo il folle smantellamento voluto da un governo senza cervello, proseguono veloci e sono a buon punto.

Nelle prossime settimane – si parla di fine giugno – dovrebbe arrivare nuovo personale. Staremo a vedere. C’è già stato un rinvio, non vorremmo ce ne fosse un altro. Gli italiani della Repubblica Dominicana hanno già dato, rivogliono la propria ambasciata adesso a la vogliono efficiente al cento per cento, ancora più di prima.

Sull’arrivo dell’ambasciatore, Andrea Canepari, non c’è ancora una data.

Con il dott. Livio Spadavecchia, Incaricato d’Affari dell’Ambasciata, durante una chiacchierata informale, abbiamo toccato il tema che riguarda le recenti morti di alcuni connazionali qui nella RD. Non una intervista, non ho registrato nulla né ho preso appunti. Non userò dunque le virgolette per citare le parole dell’Incaricato d’Affari.

La sede dell'Ambasciata italiana a Santo Domingo
La sede dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo

Tuttavia posso raccontarvi, con parole mie, lo Spadavecchia-pensiero. Che è il seguente: gli italiani nella Repubblica Dominicana sono tutelati, tutti, senza discriminazione di sorta. Siano iscritti AIRE o no.

I recenti casi di morte violenta dei due nostri connazionali a Bavaro e Boca Chica, ha sottolineato Spadavecchia, sono ancora oggi oggetto di indagine da parte degli organi giudiziari dominicani; tra l’altro, ai vari incartamenti, possono avere accesso anche gli avvocati dei rispettivi famigliari. E poi non è vero che i due casi siano stati immediatamente archiviati come suicidio.

L’Incaricato d’Affari, durante la nostra conversazione, sempre a proposito dei due connazionali morti, più volte ha ribadito di non volere entrare nell’aspetto privato della questione, e che il cordoglio dovrebbe essere il sentimento comune di tutti noi di fronte a episodi del genere; ha anche voluto evidenziare con forza come l’ambasciata italiana e in generale le nostre istituzioni non consentiranno alcuna discriminazione, a prescindere da tutto il resto.

Spadavecchia mi ha anche detto di essere stato in contatto con le autorità e le istituzioni dominicane fin da subito, in modo collaborativo e trasparente. Mi ha poi tranquillizzato sul fatto che presto il rapporto con le istituzioni dominicane potrà essere ancora più forte, quando l’ambasciata tornerà completamente attiva, non appena tutte le condizioni operative saranno soddisfatte.

Dunque, a giudicare dalla chiacchierata avuta con Livio Spadavecchia, l’Ambasciata segue tutto ciò che accade, con discrezione, anche senza fare rumore. Questo ci conforta. Certo è che questa “riapertura” sta durando anche troppo, continuiamo ad avere una ambasciata a metà dopo oltre due anni di inferno. Chiudi apri, apri e chiudi, sulla pelle dei connazionali. Senza alcuna logica. Senza senso. Un governo senza cervello.