Italiani all’estero, Ferrigno (MAIE): “Partiti romani alla frutta, noi unica alternativa”

Candidato alla Camera dei Deputati con il Movimento Associativo Italiani all’Estero: “Sento molta voglia di cambiamento quando parlo con la gente”

Salvatore Ferrigno (nella foto a sinistra) stringe la mano al presidente del MAIE, On. Ricardo Merlo

Salvatore Ferrigno, candidato alla Camera dei Deputati con il MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, in questi giorni di campagna elettorale sta lavorando a stretto contatto con i connazionali, vicino come sempre alle associazioni italiane presente negli Stati Uniti, che tanto lavoro fanno a favore della cultura italiana e delle tradizioni tricolori.

Ferrigno conosce molto bene il territorio, sono molti coloro che lo stimano, perché ha sempre avuto tempo per chiunque ne avesse avuto bisogno. Salvatore Ferrigno è una delle figure che da sempre rappresentano la comunità italiana del Nord America.

In queste ore tanti italiani nel mondo stanno votando: “Sento molta voglia di cambiamento quando parlo con la gente, in questi ultimi giorni soprattutto mi sono reso conto che sono tantissimi gli italiani che si sono avvicinati al MAIE e che hanno capito che solo un movimento autonomo e indipendente dalla partitocrazia romana può rappresentare la strada giusta per noi che viviamo oltre confine”, ha detto Ferrigno.

FERRIGNO: “PARTITI ROMANI? NO GRAZIE, ECCO LE MIE PROPOSTE”

“Da qui alla fine del mese ho in programma diverse tappe e diversi incontri con i connazionali residenti negli Stati Uniti, sto recandomi ovunque ci sia un gruppo di italiani disposto ad ascoltare il messaggio rivoluzionario del MAIE, ovunque ci sia bisogno di ascoltare le richieste e le necessità della nostra comunità. Ormai i partiti tradizionali sono alla frutta, anche gli italiani nel Nord America stanno dimostrando di averlo capito e con il loro voto stanno dando fiducia al MAIE, l’unica alternativa possibile per noi italiani all’estero – conclude Ferrigno – dopo oltre dieci anni di fallimenti dei partiti romani che hanno prodotto solo buchi nell’acqua”.

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