Governo, Berlusconi: “No ai 5stelle, governo con esponenti del gruppo Misto e del Pd”

Per l’uomo di Arcore dopo il voto del 4 marzo in Italia regna una grande confusione, "gli italiani hanno votato molto male". Ma soprattutto: "I Cinque stelle sono un pericolo per l'Italia, da evitare una loro presa del potere"

Silvio Berlusconi, in un appuntamento elettorale in Molise, torna ad attaccare il Movimento 5 Stelle: “Al posto dei comunisti adesso ci sono questi Cinquestelle. Alla mia veneranda età sono ancora qui a dover spiegare agli italiani il pericolo che corrono. Mi sono abbastanza rotto”.

Berlusconi ha parlato del suo impegno in politica ricordando quando “a 12 anni attaccavo i manifesti contro i comunisti”, impegno poi proseguito nel 94 “quando sono sceso in campo” fino ad oggi per “mettere in guardia gli italiani dai pericoli”.

Per l’uomo di Arcore dopo il voto del 4 marzo in Italia regna una grande confusione, “gli italiani hanno votato molto male”. Ma soprattutto: “I Cinque stelle sono un pericolo per l’Italia, da evitare una loro presa del potere”.

Il leader azzurro spiega di avere cercato di assecondare la Lega nella formazione del governo “in modo che qualche persona competente fosse dentro una squadra di inefficienti. Ma ho verificato quanto il M5S sia un partito non democratico”.

Soprattutto Berlusconi non nasconde divergenze di pensiero con Lega ed FdI in merito al Partito democratico: “Io penso a un governo di centrodestra che guardi al gruppo misto e ad alcuni esponenti del Pd. Su questo punto la penso molto diversamente da Giorgia Meloni e Matteo Salvini”. Infatti, per il Cav ”concretamente il centrodestra potrebbe avere degli accordi con i parlamentari dei gruppi misti e anche con degli esponenti del Pd”. Anche perché “il Partito democratico dal punto di vista della responsabilita’ e della democrazia e’ anni luce davanti ai Cinquestelle”.

Berlusconi, raccontano, ribadisce quella che è sempre stata la sua linea, fortemente sponsorizzata da Gianni Letta: no appoggio esterno ai cinque stelle, nessun passo indietro o di lato, riconoscimento della sua legittimazione politica e unico modo per dare un governo stabile al Paese è quello di trovare i voti in Parlamento, magari con ‘Salvini esploratore’ in qualità di candidato premier della coalizione, coinvolgendo tutte le forze responsabili, a cominciare dal Pd. In caso di fallimento anche di questo tentativo, riferiscono le stesse fonti, il presidente di Fi ‘vede’ sono un governo del presidente, con tutti dentro.

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