E’ CROLLATO TUTTO | Conte fuori gioco, Mattarella prende il comando e convoca Cottarelli [VIDEO]

Italia in piena crisi istituzionale, il momento è drammatico. Il presidente Mattarella lavora a un governo del presidente, che però è destinato a non avere la maggioranza in Parlamento. Si ragiona anche sulla messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

E’ crollato tutto, il voto sembra ormai inevitabile. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questo pomeriggio al Palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte, il quale, sciogliendo la riserva formulata, gli ha rimesso l’incarico di formare il Governo, conferitogli il 23 maggio scorso. Mattarella, si legge in una nota del Quirinale, ha ringraziato il professor Conte per l’impegno posto nell’adempimento del suo mandato.

La situazione è davvero grave e pesantissima. Mattarella ha già convocato Cottarelli per domani mattina al Quirinale.

Fino all’ultimo, non si è potuto sciogliere il nodo di Paolo Savona, indicato come ministro dell’Economia.

Parlando in serata davanti alle telecamere, Mattarella ha spiegato: “La designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato per gli operatori economici e finanziari, ho chiesto per quel ministero l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, che al di la’ della stima e della considerazione della persona non sia visto come sostenitore di linee che potrebbe provocare la fuoriuscita dell’Italia dall’euro, cosa differente dal cambiare l’Ue in meglio dal punto di vista italiano”. Ma la Lega non ha voluto cedere.

Mattarella non se l’è sentita di prendersi questa responsabilità: “L’impennata dello spread aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello stato. Le perdite in borsa bruciano risorse e risparmi e configurano rischi concreti per i risparmi delle famiglie italiane”.

LEGA E M5S IN CAMPAGNA ELETTORALE

Intanto Matteo Salvini è già in campagna elettorale. “Presto andremo tutti a Roma a portare la voce di milioni di italiani onesti che sono stati derubati del loro voto”, dice il leader del Carroccio parlando a Terni.

Luigi Di Maio su Facebook ha reso nota la lista dei ministri che il premier incaricato Giuseppe Conte ha portato oggi a Sergio Mattarella, prima di rimettere il mandato. Vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali lo stesso Di Maio; vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini; ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta Riccardo Fraccaro; ministro della P.A. Giulia Bongiorno; agli Affari regionali Enrica Stefani; ministro per il Sud Barbara Lezzi; per la disabilità Lorenzo Fontana; per gli Affari Esteri Luca Giasanti; della Giustizia Alfonso Bonafede; alla Difesa Elisabetta Trenta; dellEconomia e Finanze Paolo Savona; delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio; delle Infratrutture il professor Mauro Coltotti; dell’Istruzione Marco Bussetti; dei Beni culturali Alberto Bonisordi; della Salute Giulia Grillo; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

SI RAGIONA SU MESSA IN STATO D’ACCUSA DI MATTARELLA PER ALTO TRADIMENTO MATTARELLA

“Non esiste alcuna norma della Costituzione italiana che consente al presidente della Repubblica di rifiutarsi di nominare un Ministro solamente perché non ne condivide le idee”, “evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fratelli d’Italia chiederà al Parlamento italiano la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento a norma dell’articolo 90 della Costituzione perché di gente che fa gli interessi delle nazioni straniere e non degli italiani ne abbiamo vista fin troppa”. Lo ha affermato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Anche i vertici del M5S, a quanto apprende l’ANSA, stanno ragionando sull’impeachment nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel Movimento si fa riferimento all’art. 90 della Costituzione secondo il quale “Il Presidente della Repubblica non e’ responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi e’ messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri”.