Yara, Napolitano? Figura peggiore di quella di Alfano – di Leonardo Cecca

Quanto accade nel nostro paese è qualcosa che farebbe raggelare anche le più sperdute tribù amazzoniche che noi, "patria del diritto", consideriamo ai margini della civiltà.

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, come svegliandosi dal letargo che non gli permette di rendersi conto di quanto accade, richiama spesso al rispetto delle norme Costituzionali di cui è il custode. Ultimo richiamo e/o invito si è verificato a seguito dell’esposto del procuratore Robledo, che ha messo a nudo la caccia al tesoro, o meglio, la caccia al fascicolo presso la Procura di Milano, esposto che ha generato un’epistola di "re" Giorgio al Csm in seguito alla quale il caso è stato archiviato.

Per Napolitano e gli esponenti di magistratura democratica non c’è stato nessun "disservizio", neanche quando pratiche scottanti sono stare dimenticate nel cassetto fino a far trascorrere i termini di prescrizione. Da notare che non si trattava di un furto di polli, ma di "robetta" inerente la Sea, per non parlare degli "intrugli" inerenti a "allora abbiamo una banca" e alle indagini per l’Expo.

E’ veramente distratto Napolitano che, garante della Costituzione, non si è neanche accorto e/o nessuno della sua numerosa e strapagata corte gli ha fatto notare che un ministro dell’attuale suo governo ha violato apertamente, ed al solo fine di mettersi in luce, lo spirito della Costituzione.

Ad onor del vero la Costituzione non contempla il principio della presunzione di innocenza, pur se autorevoli giuristi ravvisano tale principio nell’art. 27 della stessa il quale recita che "l’imputato è considerato innocente fino alla sentenza" e, pertanto, come si suol dire, se non è zuppa è pan bagnato.

Alfano, ministro dell’Interno e, pertanto un personaggio di punta dell’esecutivo, non ha saputo resistere alla tentazione dei media ed appena arrestato il presunto assassino della povera Yara si è affrettato a dire che l’assassino era stato individuato e con ciò non solo ha dato gratuitamente dell’assassino ad una persona che fino ad ora assassino non è, ma ha anche ricevuto il rimbrotto degli organi inquirenti che ancora non avevano concluso le indagini. Ebbene questo fatto di alta incilviltà, arroganza, presunzione e di faccia tosta, forse solo tollerato nei regimi totalitari, Napolitano, custode della Costituzione, non ha sentito il dovere di stigmatizzarlo e di additarlo come non consono in un paese civile, ha solo fatto finta di niente e, pertanto, a mio modesto avviso, ha fatto una figura peggiore di quella di Alfano.

Che dire: siamo ridotti proprio male, ma alla fine è il Presidente che la sinistra, nonostante i suoi trascorsi, vedasi iscrizione ai GUf, i chiacchierati e veritieri rimborsi aerei da eurodeputato, il tifo per i sovietici che massacravano i magiari, le dimenticanze su certi fatterelli, non contemplati dalle convenzioni internazionali, commessi da armati in borghese etc, etc ci ha regalato e che spesso ha dimostrato che l’imparzialità è solo un optional. Speriamo che gli anni gli portino consiglio e si decida ad andare a casa per lasciare la poltrona a chi, ci auguriamo, farà della neutralità la sua bandiera per onorarla come essa merita.