Vu cumprà, Alfano ha fatto bene: il resto è fuffa – di Margherita Genovese

Quando li abbiamo visti per la prima volta sulla spiaggia tanti anni fa e li abbiamo sentiti parlare avvicinandosi ai nostri ombrelloni con le loro mercanzie di scarto, le parole con cui ci chiedevano attenzione erano solo queste: vu cumprà? Bella signora, vù cumprà?

Occhiali da sole soprattutto, naturalmente di marche famose falsificate; poi borse e vestiti, collane e costumi. Erano in pochi, ed erano educati.

Nessuno si sentiva disturbato da quel loro passaggio tra sdraio e lettini, anzi qualcuno più sensibile mostrava interesse per le loro storie raccontate a gesti e in un italiano rabberciato confuso col dialetto locale.

Erano simpatici i vu cumprà; per lo più giovani, spesso studenti nel loro Paese di origine, di notte furoreggiavano nelle discoteche perchè ballerini di talento innato.

Erano gli anni ottanta, o novanta? Non ricordo: certo, doveva essere un tempo meno complicato di oggi. Le parole scaturivano da situazioni reali e facevano sorridere perchè, nate per gioco, risultavano inoffensive. Quante cose sono cambiate da allora! E quante nuove convenzioni e costrizioni ci sono state inflitte dall’alto! Viviamo in libertà vigilata, anche nel campo del lessico: politologi e intellettuali, dissertando con grande coscienziosità su significati e significanti, hanno deciso per noi le regole di un linguaggio politicamente corretto! E se sbagliamo a parlare invadono la rete gridando allo scandalo!

Spazzino? Che dici? Operatore ecologico! Bidello? Che dici? Collaboratore scolastico! Cieco? Che dici? Ipovedente! 

In un mondo diventato così delicato e sensibile, chi chiama "vu cumprà" i venditori ambulanti non è che uno schifoso razzista indegno di una società altamente civilizzata (?!) come è e deve essere quella di casa nostra.

E così il povero Angelino Alfano, da tempo bersaglio di strali lanciati da destra e da sinistra per ovvi interessi di bottega, si trova a dover chiedere scusa per aver usato quelle due paroline che ai benpensanti di maniera risultano offensive nonchè datate (qualcuno in tv si è prodigato a classificarle "d’antan" beandosi della sua raffinatezza linguistica!). Due parole che diventano un caso politico; e meno male che Grillo non si è scatenato sul blog a difesa del purismo ideologico!

D’altra parte, Matteo Renzi, come sempre abile e accomodante, dice che non avrebbe usato quei termini. E come avrebbe chiamato gli ambulanti che sulle nostre spiagge per rifilarci di tutto continuano ad adularci con la stessa cantilena, “vu cumprà bella signora"? Operatori commerciali di secondo livello? Addetti al consumo di scarti? Persuasori di spesa umanitaria? In certi casi chiamarli "distributori di falsi d’autore" non sarebbe sbagliato, purchè si usi un certo tono di riguardo, perchè, a giudizio dei soloni di turno, i poveretti potrebbero offendersi.

La fantasia si sbizzarrisce nello sforzo di negare la realtà dei fatti che è questa: i vu cumprà sono diventati troppi e spesso agiscono nel sopruso e nell’illegalità. E’ finito il tempo delle mele anche per loro e bene ha fatto Alfano a diagnosticare un problema. Il resto è fuffa. Per fortuna, i più agguerriti conduttori politici sono andati in vacanza e gli italiani possono respirare: il tormentone delle due paroline scomode durerà lo spazio di un mattino.