Davide Bocchi, classe 1970, candidato con il Movimento 5 Stelle nella ripartizione estera Sud America, numero due nella lista del Movimento 5 Stelle per il Senato, è avvocato specializzato in diritti umani con un master in relazioni internazionali. Nato a Parma, risiede in Colombia da 11 anni, dove lavora con ong europee di difesa e promozione dei diritti umani e di cooperazione allo sviluppo; insegna Diritto internazionale all’Università Javeriana e Struttura dei trattati di libero commercio all’Università Autónoma de Colombia; è traduttore e interprete ufficiale italiano-spagnolo.
Bocchi si appassiona alla politica proprio grazie al movimento guidato da Beppe Grillo: “per la prima volta posso affermare che voterò per convinzione”, spiega. Il nostro leader? "Beppe Grillo non è il grande burattinaio che manipola la sua schiera di giovani. Tutto ciò è falso. Infatti, nonostante sia un candidato al Senato, Beppe Grillo non l’ho mai visto. Nel Movimento 5 Stelle non c’è la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi. Il Movimento 5 Stelle è un’associazione di cittadini che vuole riprendersi il controllo della politica, che per troppo tempo è stata in mano dei politici di professione".
Le priorità per gli italiani all’estero, secondo il candidato 5 stelle? La ristrutturazione di Ambasciate, Consolati, Istituti italiani di cultura, Comites, Cgie, l’eliminazione della doppia tassazione sulle pensioni italiane; il riscatto in Italia dei contributi pensionistici versati all’estero; la promozione in sede europea un accordo Schengen con gli Stati dell’America del Sud per facilitare l’emissione reciproca dei visti per business e studio; gli sconti e le borse di studio per gli studenti universitari iscritti all’Aire che si recano a studiare in Italia. E poi le modalità di voto all’estero che secondo Bocchi vanno riviste perché "il voto per corrispondenza si presta a frodi elettorali. I plichi – spiega Bocchi – vengono consegnati a domicilio, ma possono essere ritirati da altre persone e le schede possono essere marcate senza nessun controllo. Lo stesso rischio succede all’interno delle ambasciate, quando si raccolgono i plichi. Considero che una soluzione semplice ma efficace potrebbe essere l’obbligo di introdurre la fotocopia del documento di identità all’interno del plico da spedire in ambasciata. La soluzione ideale – continua Bocchi – sarebbe l’introduzione del voto elettronico".






























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