Veena Malik, sexy star Bollywood, contro condanna blasfemia in Pakistan

Dalle stelle di Bollywood alle aule dei tribunali per blasfemia. Una delle piu’ famose sexy star di Bollywood, Veena Malik, ha deciso di impugnare la dura condanna a 26 anni di prigione inflitta una settimana fa a lei e suo marito per un programma televisivo considerato blasfemo da fanatici pachistani. La 28enne attrice pachistana, costretta a vivere all’estero per le minacce dei fondamentalisti, ha presentato un ricorso contro una sentenza emessa da un tribunale della provincia di Gilgit Baltistan in base alla draconiana legge anti blasfemia pachistana, spesso usata per perseguire le minoranze come nel caso della madre cristiana Asia Bibi.

La Malik e’ diventata una celebrita’ grazie a diversi film di Bollywood tra cui ‘Dirty Picture’, in cui interpreta la storia vera di una formosa Marilyn Monroe indiana. Ha poi anche partecipato al seguitissimo reality Bigg Boss, versione locale del Grande Fratello. Ma spesso e’ stata al centro di furiose polemiche.

Tre anni fa e’ apparsa senza veli su una provocatoria cover di un mensile per soli uomini con sulla spalla un tatuaggio dell’Isi, il potente servizio segreto militare pachistano.

Parlando da Dubai, dove si e’ trasferita dopo aver sposato l’uomo d’affari Asad Bashir Khan, ha detto di "essere contenta che il suo caso abbia sollevato uno scalpore mondiale" e che spera "di ottenere giustizia nel proprio Paese". Ha smentito qualsiasi intenzione di offendere i principi islamici o il nome di Maometto. "Io e mio marito siamo dei buoni mussulmani".

Il caso e’ stato largamente ignorato dai media pachistani, di solito restii a riportare vicende connesse alla legge anti blasfemia probabilmente per timore di reazioni dei fondamentalisti. L’attrice era stata denunciata dopo che si era esibita con il suo neo sposo in uno show andato in onda a maggio sulla tv privata Geo. La performance era basata su musiche sacre relative al matrimonio della figlia di Maometto. Dopo la trasmissione un gruppo religioso locale aveva presentato una denuncia contro la rete televisiva e i protagonisti del programma chiamato Wuthu Jago Pakistan per "aver disonorato la famiglia del Profeta".

Un tribunale anti terrorismo aveva quindi condannato la Malik, suo marito, il proprietario del gruppo editoriale Jang-Geo Mir Shakil-ur-Rahman e la conduttrice del programma Shaista Lodhi a 26 anni di prigione e a una salatissima multa. Tutti i quattro gli imputati vivono all’estero e, da quanto e’ emerso, non rischiano di essere arrestati in quanto la sentenza non e’ valida al di fuori del territorio di Gilgit-Baltistan (provincia autonoma della regione divisa del Kashmir). Per paura di ritorsioni, l’emittente Geo aveva in seguito presentato ufficialmente le scuse con un comunicato sui quotidiani in inglese e in urdu appartenenti al gruppo.