La memoria di Marcinelle continuerà a vivere anche attraverso la rete diplomatica italiana nel mondo. In occasione del 70° anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956, la Farnesina ha annunciato una serie di iniziative per ricordare i 262 minatori morti nel disastro del Bois du Cazier, tra cui 136 italiani, simbolo del sacrificio dell’emigrazione italiana del dopoguerra.
A renderlo noto è stato il segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Riccardo Guariglia, intervenendo alla presentazione del documentario di Salvatore Braca, Il fiore delle terre nere, che sarà trasmesso su Rai 1 domenica 9 agosto.
Il documentario nelle ambasciate e negli Istituti Italiani di Cultura
Guariglia ha annunciato che il documentario sarà messo a disposizione degli Istituti Italiani di Cultura e delle rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo, con l’obiettivo di preservare la memoria della tragedia e trasmetterla alle nuove generazioni.
“Questo importante lavoro, voluto proprio per conservare in modo sempre più efficace e al tempo stesso far conoscere alle nuove generazioni la tragedia che ebbe luogo a Marcinelle l’otto agosto del 1956, sarà messo dal Ministero degli Esteri a disposizione degli Istituti di cultura italiani delle ambasciate“, ha dichiarato Guariglia.

L’8 agosto un minuto di silenzio in tutte le ambasciate
Tra le iniziative promosse dalla Farnesina, anche un momento di commemorazione comune in tutta la rete diplomatica italiana.
“Ci sarà un messaggio poi che il ministro Tajani diffonderà a tutte le nostre ambasciate e in quella data verrà commemorato un minuto di silenzio in tutte le nostre ambasciate, quindi è una data veramente molto sensibile per noi“, ha aggiunto il segretario generale.
“Una pagina fondamentale della storia dell’emigrazione italiana”
Nel suo intervento Guariglia ha ricordato il valore storico della tragedia di Marcinelle, sottolineando come rappresenti una delle pagine più dolorose dell’emigrazione italiana.
“L’8 agosto da anni rappresenta quindi una data che è entrata a far parte della memoria collettiva del nostro Paese. Oltre al dolore per le vittime, ci ricorda gli enormi sacrifici dei moltissimi nostri connazionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro e di un futuro migliore, e segna uno dei momenti più tragici e più neri della storia dell’immigrazione italiana“, ha affermato.
I 140 mila italiani partiti per le miniere belghe
Guariglia ha poi richiamato il contesto storico dell’accordo siglato tra Italia e Belgio nel secondo dopoguerra, che prevedeva l’invio di manodopera italiana nelle miniere in cambio di carbone.
“L’immigrazione italiana è qualcosa su cui l’Italia si è anche costruita“, ha spiegato, ricordando che “tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia“.
Infine ha ricordato le durissime condizioni affrontate dagli emigranti italiani: “Centoquarantamila italiani partivano pensando di andare a fare un lavoro piacevole, gradevole, col quale potevano finalmente guadagnare. Non sapevano in realtà che dovevano scendere a mille metri di profondità e lavorare tutti i giorni senza vedere la luce, senza vedere nessuno: un lavoro veramente durissimo“.
A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, la Farnesina rinnova così l’impegno a custodire e diffondere la memoria di una vicenda che ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione italiana e il rapporto tra l’Italia e le sue comunità nel mondo.




























