“’Canterò in eterno le misericordie del Signore’ è il canto che ancora una volta è risuonato presso la tomba dell’Apostolo Pietro in quest’ora importante della storia della Santa Chiesa di Cristo. Anche noi oggi con tale atteggiamento interiore vogliamo offrirci con Cristo al Padre che sta nei Cieli per ringraziarlo per l’amorosa assistenza che sempre riserva alla sua Santa Chiesa ed in particolare per il luminoso Pontificato che ci ha concesso con la vita e le opere del 265º Successore di Pietro, l’amato e venerato Pontefice Benedetto XVI, al quale in questo momento rinnoviamo tutta la nostra gratitudine". Così il Cardinale Decano Angelo Sodano ha esordito questa mattina nell’Omelia della Messa pro eligendo Romano Pontifice celebrata a San Pietro, a poche ore dall’inizio del Conclave.
"Vogliamo implorare dal Signore che attraverso la sollecitudine pastorale dei Padri Cardinali voglia presto concedere un altro Buon Pastore alla sua Santa Chiesa", ha proseguito Sodano, che si è quindi soffermato sulla "missione di misericordia" affidata da Cristo ai Pastori della sua Chiesa. "È una missione – ha sottolineato il Cardinale Decano – che impegna ogni sacerdote e vescovo, ma impegna ancor più il Vescovo di Roma, Pastore della Chiesa universale".
Tutti, ha aggiunto, sono poi chiamati a lavorare per l’unità della Chiesa, come scrisse San Paolo agli Efesini. "È proprio per l’unità del suo Corpo Mistico – ha detto Sodano – che Cristo ha poi inviato il suo Santo Spirito ed allo stesso tempo ha stabilito i suoi Apostoli, fra cui primeggia Pietro come il fondamento visibile dell’unità della Chiesa. Nel nostro testo San Paolo ci insegna che anche tutti noi dobbiamo collaborare ad edificare l’unità della Chiesa, poiché per realizzarla è necessaria "la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro". Tutti noi, dunque, siamo chiamati a cooperare con il Successore di Pietro, fondamento visibile di tale unità ecclesiale".
Se "l’atteggiamento fondamentale di ogni buon Pastore è dare la vita per le sue pecore", questo, ha sottolineato ancora Sodano, "vale soprattutto per il Successore di Pietro, Pastore della Chiesa universale. Perché quanto più alto e più universale è l’ufficio pastorale, tanto più grande deve essere la carità del Pastore. Nel solco di questo servizio d’amore verso la Chiesa e verso l’umanità intera, gli ultimi Pontefici sono stati artefici di tante iniziative benefiche anche verso i popoli e la comunità internazionale, promovendo senza sosta la giustizia e la pace. Preghiamo perché il futuro Papa possa continuare quest’incessante opera a livello mondiale. Del resto, questo servizio di carità fa parte della natura intima della Chiesa. L’ha ricordato il Papa Benedetto XVI dicendoci: "anche il servizio della carità è una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza". È una missione di carità che è propria della Chiesa, ed in modo particolare è propria della Chiesa di Roma, che, secondo la bella espressione di S. Ignazio d’Antiochia, è la Chiesa che "presiede alla carità".Miei fratelli, – ha concluso – preghiamo perché il Signore ci conceda un Pontefice che svolga con cuore generoso tale nobile missione".
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