Unioni civili, Bagnasco (Cei): troppo simili a matrimonio

"La proposta di legge mi sembra eccessivamente schiacciata su una disciplina di stampo para-matrimoniale: aldilà dei nominalismi, di fatto equipara la condizione giuridica delle unioni omosessuali a quelle della famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna. Chiedere che si evitino indebite omologazioni non intacca il riconoscimento dei diritti individuali di ciascuno". Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana in una intervista a Repubblica sulla proposta di legge sulle unioni civili.

Commenta anche l’introduzione dell’insegnamento della parità di genere a scuola: "Educare al rispetto di tutti, alla non discriminazione e al superamento di ogni forma di omofobia, è doveroso e rientra nei compiti della scuola; ma l’educazione alla parità di genere mira in realtà ad introdurre nelle scuole l’idea in base alla quale la femminilità e la mascolinità non sarebbero determinate fondamentalmente dal sesso, ma dalla cultura".

Commentando la vittoria dei sì al referendum in Irlanda sulle nozze gay: "Indubbiamente, quando monsignor Martin afferma che ciò che è accaduto non è soltanto l’esito di una campagna referendaria, fotografa una rivoluzione culturale che riguarda tutti. Come tale, non può non interrogare anche la nostra Chiesa: cosa dobbiamo correggere e migliorare nel dialogo con la cultura occidentale? Ogni dialogo dev’essere sereno, senza ideologie, innervato di sentimenti ma anche di ragioni. In questo quadro, noi crediamo nella famiglia che nasce dall’unione stabile tra un uomo e una donna, potenzialmente aperta alla vita; un’unione che costituisce un bene essenziale per la stessa società e che – come tale – non è equiparabile ad altre forme di convivenza".

"Quanto alla posizione della Chiesa nei confronti delle persone omosessuali, nel Magistero viene costantemente riaffermato il pieno rispetto per la dignità di ciascuno, quale che sia il suo orientamento: c’è come principio – e ci dovrebbe essere anche nei fatti – quell’accoglienza che favorisce la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale. Questa posizione non ci esime dalla fatica di distinguere, evitando semplificazioni che non giovano".

"Sicuramente il Santo Padre ha introdotto uno stile nuovo, che va valorizzato: sono convinto che non lo fa chi pretende di selezionare soltanto alcune sue dichiarazioni, più gradite alle idee dominanti o meno innocue. L’insegnamento del Papa non può essere smembrato rispetto a una visione completa dell’uomo e del suo posto nel mondo, pena il ridursi a citare quello che serve a rafforzare le proprie opinioni".